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domenica 7 marzo 2010

Ma il cielo è seeempre più blu...uh uh uh...?

Il titolo dell’articolo, forse lo state già canticchiando, è il titolo di una famosissima canzone di Rino Gaetano. Ma è, al tempo stesso, anche il titolo che ho dato al sogno che ho fatto qualche notte fa, dove le note e alcune delle strofe di questa canzone sono state protagoniste insieme ai cantanti … Eh si, un sogno. E si sa, i sogni vanno interpretati … Ricordo che passeggiavo in C.so Umberto. Era già a traffico limitato, ma riferito ai pedoni, perchè di automobili nemmeno l’ombra. Si perché … mi accorsi, dal “giornale” che avevo in mano, che il sogno era ambientato in un periodo molto indietro nel tempo. Insomma solo sognando avrei potuto essere presente a ciò che stavo per assistere. Continuando a camminare, di fronte a me l’Arco Normanno già illuminato. I miei passi si susseguivano e non avevo ancora incontrato anima viva. Solo una serie di acuti vocali mischiati a qualche nota mi indicavano di proseguire verso destra dove forse avrei trovato qualcuno. Fu così … Passo dopo passo arrivai davanti ad un portone molto grande. Non ero solo. C’era tutta la Città. A quel tempo quasi nessuno aveva la televisione e gli spettacoli si andavano a vedere dal vivo. Era il “31 Marzo 1946” e stava per cominciare lo spettacolo. Riuscii ad entrare e ad arrivare tra le prime file. La sala era bellissima. Penso restaurata da poco e, se pur conosciuta, vedevo la gente che vi entrava guardarsi attorno, come se per loro fosse la prima volta. Non era così. Una anziana signora a fianco a me si accorse che non ero “di quel tempo” e, sorridendomi in sincrono con la nipotina che teneva per mano, mi disse: “Tranquillo giovanotto, non è la prima volta che assistiamo a questo spettacolo!”. Mi ricordo che, arrivato infondo alla sala, per prima cosa diedi le spalle al palco scenico per dare un’occhiata al pubblico, nella speranza di trovare qualche volto familiare. Non fu come mi aspettavo perché le fisionomie non mi dicevano nulla, ma le espressioni parlavano chiaro. Erano tempi duri, per tutti. Carpì la mia attenzione “chi suda” andando a lavoro ogni santo giorno e “chi lotta” per riuscire a trovare un posto dove sudare per non doversi trovare insieme a “chi mangia una volta” o a “chi gli manca la casa” o, se anche ce l’avesse, a “chi vive da solo”, e verso l’uscita dalla sala ricordo che c’era “chi prende assai poco” e “chi tira le reti”. All’improvviso una voce spezzò la confusione creata da chi cercava posto e sempre la stessa anziana signora mi disse: “Accomodati giovanotto, lo spettacolo sta per cominciare!”. Ecco … Entrarono insieme tutti i cantanti, ognuno con la sua “band”, ognuno con il suo “gruppo musicale”, più o meno. Alcuni andarono a destra e alcuni a sinistra del presentatore che sul palco stava al centro e più in alto di tutti (primo applauso). Infine entrarono altri sei uomini, o meglio giudici, così ho sentito mormorare. A quanto si diceva in sala, ognuno di loro era esperto di un “genere musicale” (secondo applauso). Dulcis in fundo un Uomo entrò dalla porta principale, la stessa dalla quale ero entrato io. Attraversò la sala che lo applaudiva e gli stringeva la mano. A onor del vero non tutti lo applaudivano e non tutti volevano stringergli la mano ma, “a occhi e croce” circa il 70%. Si diresse vero il palco scenico, salutò i cantanti, il presentatore e infine si girò verso di noi in sala e salutò per l’ultima volta prima di sedersi in mezzo ai sei entrati prima. Eh si … “Chi scava tra i cuori” siede lì (terzo applauso). Mi spiegarono che oggi era il secondo ed ultimo giorno di spettacolo, alcuni gruppi si erano esibiti il giorno prima e che a quanto pare, stando alle voci di sala (in sala erano informatissimi), tra questi c’erano “chi ha vinto” innanzi tutto e anche “chi cambia la barca felice e contento”, “chi tutto sommato” combatte per prendere la nota giusta, “chi gioca col fuoco” perché ogni tanto la nota la sbaglia e il gruppo stona. Comunque sia, si erano già esibiti e adesso erano, insieme al pubblico, intenti ad ascoltare il prossimo gruppo che stava per esibirsi. Eccoli … Il “presentatore” passandogli il microfono disse: “Prego, cantate. Ne avete Facoltà!”. La platea li conosceva già … li aveva ascoltati mesi prima nei festival di piazza e non gli erano piaciuti, tant’è che si erano classificati per ultimi ma, a quanto pare, tra loro c’è “chi ha scarsa memoria”. L’anziana signora, vedendomi incredulo, mi avvicinò e all’orecchio mi sussurrò: “Devi sapere, giovanotto, che tra loro c’è “chi gioca a San Remo” ed è da otto mesi che si prepara per cantare. Nel frattempo tra gli altri del gruppo c’è “chi tira al bersaglio” ma, da quel che vedo non lo beccano mai, eppure è da un bel po’ che ci provano!”. Intanto cominciano a cantare … i toni sono leggeri … nemmeno il tempo di finire di pensarlo che si alzano i toni. La platea è attonita. Solo il presentatore è preso da quello che per lui è un canto … si vede lontano un miglio che tutto ciò … lo “tonifica”. La platea si alza … non è un’ovazione … è la fuga! Ordinato e composto il pubblico si allontana portando sottobraccio il mio stesso giornale; lo spettacolo è finito prima ancora di cominciare … L’anziana signora si affiancò a me mentre anch’io mi accingevo a lasciare la sala. La stessa cosa stavano facendo gli altri “gruppi musicali, i giudici e l’Uomo”. Tutti tranne uno. Solo io non riuscivo a riconoscerlo. L’anziana signora si accorse che lo guardavo e mi disse: “Non lo conosci? È il “manager del gruppo” ” ed io: “Il gruppo che ha vinto?”, e Lei: “No, di “chi ha perso” … Non vedi? Ha il volto di “chi ha fatto cilecca”, di “chi ha crisi interiori”, di “chi è morto d’invidia o di gelosia …” ”. Eravamo fuori dalla sala e con l’anziana signora e la sua nipotina facemmo due passi prima che svanissero nel nulla. Non mi spiegavo come mai sapesse tutte quelle cose e perché mai me le stesse raccontando. Ad un tratto tutto mi fu chiaro. Mi presentai prima di allontanarmi per la mia strada, e dissi : “E’ stato un piacere averla conosciuta … Ma, mi dica … Con chi ho avuto il piacere … ?” e Lei: "Piacere mio, sono la Signora Mazara … Mazara del Vallo e questa piccola bambina sono io quando rinascerò … Non so se crescendo sarò come mi vedi adesso o se sarò diversa … Questo dipende da Voi e dalla volontà di rispondere positivamente a questa mia domanda … Ma il cielo è sempre più blu, uh, uh, uh … ?”.

Giampaolo Caruso

venerdì 26 febbraio 2010

La piazza degli orrori

C’era una volta una piazza, quella principale di una città, che segnò la nascita della democrazia, nella sua funzione più nota, l’assemblea. C’era una volta un palazzo impertinente, creato modificando la storica visione di ciò che di bello era stato ideato, costruito e regalato alla gente. C’era infine una voglia palese tra la gente, quella di demolire l’orrenda creatura che definita come irriverente è stata spiegata al mondo come l’opera architettonica più oscena in assoluto. Questo è quanto c’era, c’è stato, abbiamo subito…E adesso?
Adesso alla storia di quella piazza mutilata da un ridicolo modernismo orrendo nella sua forma e nella sua sostanza, è stata data una revisione di quanto orribile era stato fin li prodotto. Peccato che a dare risposta siano stati soggetti che hanno coniugato alla bruttezza di un palazzo l’inadeguatezza di un arredo urbano senza senso per i più, e soprattutto atto a deteriorare una situazione già molto devastante per la città. Specificando che l’inchiesta che oggi pubblichiamo è solo il primo passo di un disegno più ampio teso a scorgere le responsabilità politiche di tale artefatto abbellimento della piazza della nostra città, vi dimostriamo a conti fatti come ci sono cose che non si possono comprare (l'intelligenza dei cittadini), per tutto il resto ci sono le amministrazioni comunali.

Le cifre esilaranti, che vi riportiamo, sono tratte dalla delibera di giunta municipale atto n.198 del 13/09/2007. Ricordiamo in ultimo che il finanziamento previsto ai sensi dell’art. 13 della L.R. n.6/2001 dell’importo pari a 361.519,82 € sia stato stanziato dall’Assessorato Regionale BB.CC.AA. per il rifacimento della facciata del Palazzo Comunale, successivamente reinvestito per qualcosa di decisamente differente. E com'è lecito l'ultima parola spetta a voi.

ACQUISTATE: n.8 panche
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): 4.451,63 € per ogni panca.
COSTO TOTALE: 35.613,04 €







ACQUISTATE: n.10 panche
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): 1.946,63 € per ogni panca.
COSTO TOTALE: 19.466,30 €



ACQUISTATE: n.26 fioriere (dim. max. 1060 x 439 mm, altezza 700 mm), n.15 fioriere (dim. max. 1500 x 621/1060 mm, altezza 550 mm), n.4 fioriere (dim. max. 1500 x 621/1060 mm, altezza 400 mm).
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): € 673,96 per ogni fioriera di dim. max. 1060 x 439 mm, altezza 700 mm; € 1.285,21 per ogni fioriera di dim. max. 1500 x 621/1060 mm, altezza 550 mm; € 1.147,71 per ogni fioriera di dim. max. 1500 x 621/1060 mm, altezza 400 mm.
COSTO TOTALE: 41.391,95 €

ACQUISTATI: n.12 cestini per Piazza della Repubblica e n.2 cestini per via dell’Orologio.
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): 1.201,59 € per ogni cestino.
COSTO TOTALE: 16.822,26 €





ACQUISTATE: n.2 bacheche monofacciali
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): 2.313,93 € per ogni bacheca.
COSTO TOTALE: 4.627,86 €







ACQUISTATE: N.2 stazioni multimediali
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): 11.918,93 € per ogni stazione.
COSTO TOTALE: 23.837,86 €
All’appello purtroppo manca UNA di queste stazioni multimediali; tral’altro l’unica presente risulta non essere mai stata messa in funzione.




ACQUISTATI: N.19 apparecchi calpestatali (n. 9 posizionati lato palazzo Vescovile, n.10 lato Seminario)
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): 2.751,43 € per ogni apparecchio posizionato lato palazzo Vescovile, 1.573,93 € per ogni apparecchio lato Seminario)
COSTO TOTALE: 40.502,17 €

ACQUISTATI: n.28 dissuasori
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): 2.391,89 € per ogni dissuasore.
COSTO TOTALE: 66.972,92 €

giovedì 25 febbraio 2010

E io pago!

L’Autoservizi Salemi da anni rappresenta per i cittadini di Mazara del Vallo (e delle città limitrofe) uno dei pochi mezzi a disposizione con i quali raggiungere il proprio posto di lavoro e il polo universitario di Palermo. E’ un via vai continuo di gente, quello che nel fine settimana, subito dopo il rientro in città, si reca in agenzia e acquista il consueto tagliando numerato per la settimana successiva. Ma da qualche giorno i conti non tornano! Rimasto invariato per un po’ di tempo il prezzo del biglietto ha subito ancora una volta un incremento di 0,20 centesimi, a fronte di un prezzo già non indifferente di 8,10 €. Ed è per questo motivo che noi di Sosta Vietata, indispettiti dalla situazione e contattati telefonicamente da parecchi ragazzi, ci siamo rivolti direttamente all’Ufficio Reclami dell’Azienda, per capire cosa sta alla base di questa inflazione. Tempestiva la risposta da parte del sig. Gaspare Marino, che lasciamo alla vostra lettura. Fermo restando che questo rappresenta solo un primo piccolissimo passo, nei prossimi giorni continueremo a monitorare la vicenda. Come sempre, la parola a voi.


Da:
Sosta Vietata [mailto: sostavietata.blog@gmail.com]
Inviato: lunedì 22 febbraio 2010 19.15
A: urp@autoservizisalemi.it
Oggetto: Richiesta ragguagli sull'aumento del prezzo del biglietto

Spett.le Direzione de "Autoservizi Salemi",
rappresentiamo Sosta Vietata, un blog di opinione e informazione su Mazara del Vallo, redatto da tre ragazzi universitari (Ivano Asaro, Alberto Tumbiolo e Francesco Iannazzo) che settimanalmente utilizzano i vostri mezzi per potersi recare nel paese (Palermo) dove studiano. In questi giorni, a seguito di un ulteriore aumento di 0,20 cent sul prezzo del biglietto, ci sono pervenute parecchie missive di protesta a riguardo di questa situazione per la quale anche noi ci sentiamo in dovere di ricevere una risposta in merito e di conseguenza poterla dare anche ad altri. Volevamo pertarto sapere, qualora ovviamente fosse possibile, capire le ragioni di questo improvviso aumento del prezzo del biglietto. In attesa di un Vs cortese riscontro, porgiamo
Distinti Saluti


Da: Gaspare Marino [mailto: ********@autoservizisalemi.it]
Inviato: martedì 22 febbraio 2010 13.06
A: urp@autoservizisalemi.it
Oggetto: R: Richiesta ragguagli sull'aumento del prezzo del biglietto

Egr. Sigg.ri di "Sosta Vietata"
la ns. società, come tutte le aziende pubbliche e private della Regione Sicilia che gestiscono servizi pubblici locali (TPL) in applicazione della L:R: n 19 del 22/12/2005 hanno stipulato con L'Assessorato Regionale Turismo e Trasporti della Regione Siciliana un contratto di servizio provvisorio per la gestione dei servizi pubblici di linea urbani ed extraurbani. La politica tariffaria dei servizi di TPL è determinata dalla Regione Siciliana Assess. al Turismo e Trasporti (oggi Infrastrutture e Trasporti) ed infatti, con D.A. n. 83 del 22/12/2009 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia l'Assessore regionale ai Trasporti ha ritenuto di dover procedere alla definizione annuale dei criteri di politica tariffaria del TP esercitato con autobus, determinando l'aggiornamento delle tariffe per l'intero trasporto della Regione siciliana (servizi urbani, extraurbani e servizi di collegamento aeroportuali) sulla base delle variazioni percentuali dei prezzi al consumo riferite ai periodi dicembre 2007-nov. 2009. Le nuove tariffe sono entrate in vigore l'1/2/2010 (biglietti c.s. ed a.r.) mentre per gli abbonamenti entreranno in vigore dal 1° agosto 2010.
Rimaniamo a Vs. disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti mentre l'occasione ci è gradita per porgere distinti saluti.

sabato 23 gennaio 2010

Uniti si può!

Il gruppo "UNITI PER L’AMBIENTE", costituito dalle Associazione, Comitati e Movimenti:
- Io non pago il pizzo, e TU?
- C.S.I. Comitato Studenti Imbattibili
- Comitato Cittadino per il Trasmazaro
- Circolo Legambiente “Fatamorgana” Mazara
- W.W.F. Sezione Mazara
- Sosta Vietata
- MEDIdonne - Donne Mediterranee
- CPA - Caccia, Pesca e Ambiente
- Guardie Ambientali
- G.I.V.A. Gruppo Internazionale Volontariato Arcobaleno
- G.E.M. - GIOVANI EMERGENTI MAZARESI
- Movimento Giovani di Liberi
- Movimento Femminile di Liberi
- Associazione Giovani Insieme
- I rappresentanti d’istituto delle Scuole Medie Superiori

riunitosi in assemblea, ha deciso di organizzare per Sabato 30 Gennaio 2010 una manifestazione di civile protesta per ribadire il proprio NO allo scarico dei fanghi–fertilizzanti prodotti dalla lavorazione industriale della distilleria di Partinico nel territorio di Mazara del Vallo. Si chiederà l’adesione dei partiti politici, dei sindacati, delle associazioni di categoria, degli studenti di ogni ordine e grado, della comunità degli extracomunitari regolari e di tutti i cittadini mazaresi e campobellesi. Saranno invitati inoltri tutti i politici comunali, regionali, nazionali del nostro territorio. Anche per questo la scelta è caduta sulla giornata di Sabato, affinché essi non abbiano l’alibi di qualche “improrogabile impegno istituzionale precedentemente assunto”.

Programma della giornata:
ore 8.30-9: Raduno in piazza della Repubblica
ore 9.30: Partenza del corteo e sfilata per le vie della città: Piazza Mokarta, Corso Armando Diaz, Via F.Maccagnone, Piazza Alcide De Gasperi, Via Vittorio Veneto, Via S.Maria di Gesù, Via F.Gioia, Ponte Nuovo (Stadio), Via Diodoro Siculo, Ponte Vecchio, Via P. Mattarella, Via G.G. Adria, Piazza Regina, Molo Comandante Caito, Lungomare G.Mazzini, Via S.S. Salvatore. A seguire i manifestanti confluiranno in Piazza della Repubblica per le battute finali.

Il portavoce
Giacomo Anselmo

venerdì 8 gennaio 2010

Ecco la Zona a Traffico Limitato!

“La valorizzazione e piena fruizione del nostro splendido centro storico va coniugata con la razionalizzazione del traffico veicolare. E’ per queste ragioni che abbiamo deciso di avviare una sperimentazione, che auspichiamo proficua, con l’istituzione della Zona a Traffico Limitato in alcune principali vie del centro ed in particolare nel perimetro urbano compreso tra corso Umberto, via San Giuseppe e piazza della Repubblica, con la contestuale inversione del senso unico di marcia del primo tratto di corso Vittorio Veneto e delle vie Maccagnone, Rapisardi e Crispi. Confidiamo, in questo modo, di potere ridimensionare il caos che specie nelle ore di punta si verifica all’intersezione con piazza Matteotti, consentendo un più agevole deflusso verso il mare e prevenendo l’inquinamento ambientale da smog”. Lo dichiara il Sindaco di Mazara del Vallo on.le Nicola Cristaldi, annunciando le modifiche sperimentali, che entreranno in vigore dal prossimo 8 gennaio. L’Istituzione della Ztl è stata adottata dalla Giunta Municipale di Mazara del Vallo nella seduta dello scorso 31 dicembre ed in data di ieri il dirigente della Polizia Municipale Claudio Zummo ha adottato la relativa ordinanza.
La sperimentazione prevede, in particolare:
a) Istituzione della Zona a Traffico Limitato (Z.T.L.) con divieto di circolazione nelle seguenti vie: corso Umberto I a partire dall’intersezione con la via T.G. Romano, piazza Mokarta a partire dall’intersezione fra il corso Umberto e la via San Giuseppe, corso A. Diaz primo tratto a partire dall’intersezione con la via Boscarino verso piazza Mokarta, via G. Sardo, via San Giuseppe, via del Castello, piazza della Repubblica lato Cattedrale, via SS Salvatore fino all’intersezione con le vie Conte Ruggero e Tortorici, con obbligo di svolta a sinistra verso la via Tortorici per chi proviene da via Ss Salvatore / Lungomare Mazzini. Nei giorni feriali la circolazione nella Z.T.L. e quindi nelle suddette vie sarà consentita esclusivamente dalle ore 7,30 alle ore 10,00 e dalle ore 12,30 alle ore 15,00. In tutte le altre fasce orarie e nell’arco delle intere 24 ore dei giorni festivi, la zona sarà totalmente interdetta al traffico, transito e sosta, costituendo area pedonale permanente. Solo i mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine potranno avere accesso z.t.l., oltre agli effettivi residenti per il raggiungimento del proprio domicilio. Resta fermo il divieto di circolazione permamente già esistente all’interno delle piazze della Repubblica e Mokarta e via Garibaldi.
b) Divieto di sosta permanente 0/24 nelle seguenti vie: corso Umberto I, piazza Mokarta a partire dall’intersezione fra il corso Umberto I e la via San Giuseppe, via San Giuseppe, via G. Sardo, via del Castello, piazza della Repubblica lato Cattedrale, via SS Salvatore, via Conte Ruggero lato Cattedrale, via Boscarino.
c) Inversione dell’attuale senso unico di marcia nelle seguenti vie: corso Vittorio Veneto primo tratto a partire dall’intersezione con il corso Umberto I e la piazza Matteotti verso piazza Alcide De Gasperi, via Agostino Di Marzo, piazza Alcide De Gasperi, via Francesco Crispi, via Franco Maccagnone, via Saltarello, via Abate Vito Pugliese, via Perz 2° tratto e via Mario Rapisardi.
d) Divieto di accesso nel corso Armando Diaz a partire dall’intersezione con la via Filippo Napoli con relativo obbligo di svolta a sinistra.
Con l’ordinanza, inoltre, nella via Francesco Crispi si limita a partire dalle ore 9 la sosta ad un’ora con disco orario su un solo lato, mentre nel corso Umberto I, dall’intersezione con la via Crispi fino all’intersezione con il corso Vittorio Veneto, si istituisce una corsia preferenziale per il passaggio di mezzi Ast, delle forze dell’ordine e di soccorso.
La sperimentazione mira pertanto a pedonalizzare il centro cittadino, non solo in occasione delle festività, attraverso l’istituzione della Z.T.L., tenendo comunque conto delle esigenze di cittadini e commercianti, che avranno la possibilità di attraversare con auto e mezzi il centro storico dalle ore 7,30 alle 10 e dalle ore 12,30 alle ore 15 dei giorni feriali.
Con l’inversione dei sensi unici di marcia del primo tratto di corso Vittorio Veneto e delle vie Maccagnone, Rapisardi e Crispi, con direzione verso il lungomare, si mira a raggiungere il duplice obiettivo di evitare l’imbottigliamento di auto e mezzi nell’incrocio di piazza Matteotti e di defluire il traffico verso il mare, accedendo a parcheggi.

Ufficio Stampa del Comune di Mazara del Vallo
Ettore Bruno

"Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto." (Boris Makaresko)

L'ignoranza della politica spesso fa paura: sapere che i nostri politici assomigliano sempre più a dei caproni, i quali pensano che Nelson Mandela sia un leader militare del Sud America, oppure che l'effetto serra "raffreddi" l'ambiente, anzichè surriscaldarlo, non fa certo crescere la stima degli italiani verso la classe politica. Sarà vero che ogni popolo ha i politici che si merita? Che belli i tempi in cui i politici si vedevano in Tv solo durante le tribune elettorali dove rispondevano al fuoco di fila dei giornalisti e poi tutti insieme si ritrovavano nella tribuna politica a commentare il risultato delle elezioni. Gente di altro spessore rispetto agli attuali anche se poi la musica in occasione delle elezioni era la stessa, tutti avevano vinto e nessuno aveva mai perso. Ma almeno c'era rispetto, intelligenza, capacità, tutte doti che oggi facciamo fatica a ritrovare nei nostri rappresentanti in parlamento, a parte qualche rara eccezione. Rievocare i tempi passati con nostalgia non è mai positivo ma di certo chi mai avrebbe pensato di dover rimpiangere il vecchio modo di fare politica della prima repubblica. Oggi di fatto non è cambiato molto, sono rimasti i soliti mali dei politici italiani, ma non più mascherati dalla conoscenza del proprio mestiere. Nel frattempo ogni giorno abbiamo qualche politico che dà il meglio di sè in esternazioni e dichiarazioni di vario genere, rilasciate a televisioni, radio o nel bel mezzo di qualche trasmissione televisiva ormai diventate una specie di vetrina permanente per parlamentari, ministri o politici attualmente disoccupati.
Sembra proprio che la classe politica italiana si possa suddividere in un reparto ignoranti, in uno di condannati e in uno di uomini onesti, consapevoli del proprio servizio ed animati da un forte sentimento di cooperazione, solidale ed ottimista. Beh, il problema è che i primi due reparti rischiano l’implosione, il terzo sembra frequentato da fantasmi: tutti auspichiamo uomini di tal fatta, qualcuno ne parla, ma pochissimi li hanno visti. Essendo convinti che neanche i somari debbano andare in parlamento, io non penso che debbano essere tutti plurilaureati, però avere qualche nozione di cultura generale, quando si devono scrivere le leggi, aiuta; naturalmente se uno non sa quando è stata scoperta l’America, rispetto a chi ha favorito dei mafiosi siamo tutti d’accordo che c’è una discreta differenza, ma il nostro è sempre un giudizio di tipo politico e mai di tipo penale, visto che noi non facciamo i magistrati, tale giudizio investirà anche il fatto che uno, se non sa parlare italiano o non sa le nozioni fondamentali di storia, non è degno di rappresentare il suo Paese.
Assistiamo sempre più a un crescendo di “ignoranza armata”, e così di un’arroganza dell’ignoranza, che rappresenta un perfetto e devastante “cretinismo pratico.” Una società la nostra che premia la mediocrità e l’ignoranza e quanto più si è ignoranti tanto più si tende a essere arroganti per un meccanismo psicologico di difesa e di mascheramento della propria pochezza, e quanto più si è arroganti tanto meno ci si preoccupa di colmare la propria ignoranza.
È proprio l’avanzata degli ignoranti armati a contraddistinguere la nostra italica - e non solo - contemporaneità incapace di premiare i meritevoli e i capaci. Un’avanzata che contiene, alla lunga, un elemento drammatico: se sono questi i personaggi “vincenti” che diventano classe politica dirigente, quale progresso possiamo sperare per il nostro paese? Se il dubbio, il ragionamento, il rispetto dell’altro vengono sopraffatti dalla tronfia sicumera degli incompetenti, come possiamo alimentare quel confronto vitale per la nostra crescita intellettuale?
Mi piacerebbe individuare i responsabili di questa deriva. La televisione, che offre vetrina quotidiana ai parlatori urlanti del nulla per assicurarsi qualche punto in più di share, dato che il ragionamento tende a essere tedioso, mentre il detto perentorio è di facile impatto? La politica, che spesso non valorizza i talenti ma gli apodittici proclamatori di slogan indotti dal leader di turno? In generale quella che chiamiamo la società dell’immagine, nella quale conta chi appare e non chi sa?
Mi piacerebbe non dovermi sentire così anacronistico. Mi piacerebbe avere dei maestri in cui credere. Maestri saggi però, pervasi dall’intelligenza di colui che “sa di non sapere”. La nostra consolazione? Un asino puoi raccomandarlo quanto vuoi…non diventerà mai un cavallo…

Prof. Danilo Di Maria
Pubblicato anche su "L'Opinione" anno XI n. 27 15-12-2009

giovedì 7 gennaio 2010

I "fertilizzanti" della distilleria Bertolino

E' il Luglio del 2007. Le immagini, concesseci, per intercessione del prof. Giacomo Anselmo, dall'emittente televisiva Telejato (a cui vanno i nostri ringraziamenti), mostrano una discarica a cielo aperto di "fertilizzanti" provenienti dalla distilleria Bertolino, nei terreni di proprietà della stessa imprenditrice a confine tra i comuni di Mazara del Vallo e Campobello di Mazara. La sequenza raccapricciante è agli occhi di tutti: liquami ripugnati, colonne di fumo e un territorio completamente deturpato.

domenica 3 gennaio 2010

La città dorme e con lei i suoi comandanti

Scrivere queste parole solo tre settimane fa sarebbe stato ingiusto e sicuramente avrebbero scatenato l'ira della “nostra” amministrazione comunale; scriverle oggi invece ha tutto un altro significato. Poco più di 15 giorni fa, sul sito mazaraonline.it, è stato pubblicato il programma natalizio per l'anno 2009. L'articolo suggeriva decine di attrazioni per il periodo natalizio nella città di Mazara del Vallo all'insegna del divertimento, soprattutto, dei più piccoli. Nello stesso si leggeva che per quest'anno non sarebbero stati addobbati i tradizionali alberi di natale in nessuna delle due piazze (Mokarta e della Repubblica): la giustificazione, soprattutto per quello di piazza della Repubblica, è stata che l'albero sarebbe stato sostituito da giochi gonfiabili per i bambini, ma come tutti ben sapete, anzi vedete, in piazza della Repubblica non c'è nè l'albero nè i giochi nè tanto meno i bambini. Ma vi chiedete come fanno ad esserci dei bambini in una piazza che ormai da tempo sembra essere diventata un ring di lotta libera? Ebbene si! Nei giorni di vacanze natalizie mi è capitato spesso (ogni sera...) di trovarmi circondato da bande di imbecilli che trasformano la piazza nel peggiore dei posti della nostra città, come se questa fosse un luogo dove la forza si misura a colpi di spranghe e a saggi di lotta greco romana; il tutto si consuma senza la minima presenza delle forze dell'ordine, che passano i loro turni notturni dove?
Non è questo l'unico problema.
Vogliamo parlare della piazza "imbuto" che è diventata piazza Matteotti? E parliamone: nulla in contrario con l'area pedonale. Ottima scelta, che spero diventi definitiva, ma una sciocca soluzione, a mio avviso, basterebbe per migliorare il traffico della piazza. Basterebbe invertire il senso di marcia della via Maccagnone, che si collega poi con la via Vittorio Veneto in modo da poter eliminare una fila di macchine sia per la Vittorio Veneto (dopo l'incrocio con C.so Umberto) la quale può essere raggiunta anche da Lungomare percorrendo poi la via San Giovanni, un pezzettino di via Molo Comandante Caito e la via Gian Giacomo Adria, sia per Piazza Matteotti nella quale potranno defluire le auto che giungono da via Salemi, altresì quelle che giungono da via Vittorio Veneto, e non anche, in questo modo chi giunge da via Maccagnone, in quanto il senso di marcia sarebbe invertito. Poi ovviamente sarebbe gradita la presenza dei vigili urbani, qualora questa richiesta non rechi danno economico ai bar di Mazara del vallo.
La situazione è ormai sotto gli occhi di tutti...Tranne qualcuno che pratica la piazza solo in occasione di campagne elettorali, o durante la notte di S. Silvestro mentre in parlamento c'è la sosta natalizia, qualcuno che diserta le sedute del consiglio comunale, per fingere alla città tutta, fingere di essere presente, di far parte di questa città e di essere vicino ai cittadini.

Andrea Valenti

mercoledì 30 dicembre 2009

Il coraggio delle azioni

Ci fa capire Saviano, ragazzo che sta pagando con la prigionia la propria innocente scelta di fare il romanziere della realtà, che la società civile per definirsi innocente, pulita e tesa al miglioramento delle cose non può solo limitarsi a dire chi ha ragione, solo limitarsi a non fare azioni palesemente disoneste: ciò non sarebbe abbastanza; sarebbe in realtà come astenersi dalla continua lotta tra guardie e ladri che si instaura nella nostra società. Per essere onesti si deve dire si chi ha ragione, ma specificando anche chi ha torto, si devono fare azioni oneste, ma non solo quelle palesi, ma soprattutto quelle che neanche indirettamente favoriscono l’andazzo negativo delle cose di cui tutti poi si lamentano. Mazara da vedere sotto questo profilo sembra un film di Stanley Kubrick, dove il bene alla fine vince, ma quando ormai si è talmente tanto mischiato al male che anche coloro i quali sono dei paladini del buon vivere in realtà sembrano soltanto comparse appartenute ad epoche passate. Fortunatamente il passato non si dimentica anche provandoci, il passato è la nostra memoria, ciò che ci rende quello che adesso siamo e da cui partono le fantasie per ciò che vorremmo essere in futuro. Ed allora per questo Sosta-Vietata, spinta dall’ormai tradizionale riscaldamento popolare sul tema Bertolino, che ritorna alla carica con la stessa frequenza dell’influenza stagionale, ha deciso di intervistare colui il quale ha visto sorgere la vicenda Bertolino, con sembianze diverse dalle attuali: allora si parlava di distilleria adesso di smaltimento dei fanghi, ma con lo stesso apparato burocratico e legale di enorme potenza e capacità alle spalle. Colui di cui parliamo è l’ultimo sindaco di centro-sinistra che questa città ha avuto: Giovanni D’Alfio.

L’intervista concessaci dall’ex-sindaco avviene nel suo ufficio, luogo senza particolari fronzoli e con tutto ciò che un luogo di lavoro moderno ha. La discussione prende subito il largo su quelli che sono i temi centrali e cioè l’evoluzione che in quegli anni la già citata questione Bertolino aveva iniziato e che continua ancora oggi a causare. La faccenda comincia a detta dell’ex-sindaco D’Alfio nel 1997/1998 quando nelle aule del nostro comune, nella parte dirigenziale, si aggira una strana richiesta edilizia, strana solo nel contenuto non nella forma, che chiedeva di modificare la parte agricola mazarese, ricadente nel territorio confinante con Marsala, e destinarla a scopi industriali. La richiesta di per se naturale e legittima cozza però con la realtà dei fatti, cioè con la richiesta insita all’interno e dietro quella deroga alla destinazione del luogo e cioè si capisce solo dopo che quella variante ha senso perché la ditta Bertolino vuole installare in quel terreno una DISTILLERIA. Come l’allora sindaco Giovanni D’Alfio carpisce la notizia ha del ridicolo e disegna uno scorcio politico-amministrativo inquietante. Di fatti l’allora governo nazionale, per mezzo della legge 488, aveva dato il via libera all’installazione della ditta Bertolino in maniera unilaterale, cioè senza dare conto al comune titolare di quel territorio, addirittura senza nemmeno una comunicazione ufficiale agli organi preposti, presupponendo che fossero i Comuni ad avere l'onere di adattare lo strumento urbanistico per fare beneficiare i richiedenti della 488. La notizia solo fortunatamente viene ad essere nota nella nostra città, causando pertanto un notevole ritardo nelle contromosse che la giunta mise in campo per fronteggiare il pericolo di quella distilleria. L’allora sindaco della nostra città deciso a non arrendersi di fronte le ingerenze degli uffici regionali convoca la commissione edilizia e presiedendola spiega i rischi di una tale attività nel nostro territorio e specialmente in quel tratto dove cadono le falde acquifere che ci alimentano quotidianamente. La commissione edilizia da parere negativo su quella variante e quindi il pericolo viene a detta di tutti scongiurato. La realtà storica ci insegna però che i mali sono difficili a morire. Infatti dopo la famosa conferenza di servizio in cui il sindaco D’Alfio espose i motivi del diniego di quella variante, conferenza animata da toni accesi e da spiegazione giuridicamente validi, La ditta Bertolino non ferma le sue mire su quel progetto presentando il noto atto d’interpello all’allora Sindaco Giovanni D’Alfio, obbligandolo a portare in consiglio comunale quella variante, in quanto quella decisione non era ne di competenza della giunta ne della commissione edilizia, pertanto nessuno poteva esimersi dal fare compiere a quella richiesta il normale iter burocratico. Ad esso si deve aggiungere pure che la richiesta era stata correlata dal parere del genio civile provinciale che aveva dato parere positivo nei fatti ma rimettendo la scelta comunque alle autorità politiche del luogo. Costretto ad andare in consiglio ugualmente e con la volontà di non prestarsi a quel gioco di potere e di soldi ma incurante della salute dei cittadini, l’allora sindaco, rimanendo noto proprio per questo atto come di altri della stessa levatura morale, decise di rompere le regole e dopo la normale presentazione al consiglio della documentazione riguardante la variante urbanistica chiesta dalla Bertolino propose di Non Approvare quella variante. Di per se l’azione sembra banale in quanto è soltanto una negazione alla normale formula letteraria solitamente usata eppure proprio in quella occasione fu la base da cui si dipanò la lotta alla distilleria Bertolino. A dimostrazione che il torbido era presente a più livelli dell’apparato amministrativo sta il fatto che la dicitura negativa venne tenacemente contrastata anche da consiglieri comunali, che incuranti del pericolo ambientale corso accusarono il sindaco di atti fuori dalla normale giurisdizione del primo cittadino. La variante comunque venne bocciata in consiglio, vennero superati gli ostacoli e il pericolo venne scampato. La verità, ci ricorda l’ex-Sindaco D’Alfio, è che quello fu un rimedio pro-tempore e utile a quella specifica situazione, infatti il nome Bertolino è tornato a risuonare più volte nella nostra città riscuotendo sempre interesse data la sua effettiva pericolosità. Quello del Sindaco D’Alfio fu un gesto che al di là delle vicende politiche che decisero la sua legislatura in modo preponderante rimane come un marchio di fabbrica che va al di là dell’amministrazione, della politica e che identifica l’uomo, il carattere. Certo sono consapevole che analizzando ciò che in quegli anni si è fatto sarà sempre poco rispetto a ciò che si sarebbe potuto fare, ma in questa circostanza, con questi rischi, con tutte le scusanti del caso, chi si sarebbe preso la briga di lottare una guerra persa in partenza e che ancora adesso a più di undici anni di distanza ci fa ancora tremare al solo fetore di vinaccia. Non sta a me ne tanto meno a Sosta-Vietata esibire colorii politici o voti ai politici stessi, ma mi chiedo come mai la politica sente il bisogno di fare a meno di questi soggetti, come mai non parte da persone di questo calibro che siano di destra o di centro ma anche di sinistra non importa per formare la classe amministrativa di questa città. Tale monito non va inteso contro la corrente amministrazione che si è insediata da talmente poco tempo che dare un giudizio sarebbe da stupidi, ma diversamente va riferito a coloro i quali votano persone non tanto ignoranti quanto palesemente arriviste e affariste della politica. Nel ringraziare calorosamente l’ex-Sindaco D’Alfio per il tempo offertoci mi suole ricordare che tale personaggio politico è l’esemplificazione del politico d’altri tempi, quello che anche a distanza di anni viene ricordato, al di là delle opere pubbliche che pure D’Alfio ha contribuito a creare, per l’onestà e la pulizia della sua azione e delle sue posizioni.

venerdì 11 dicembre 2009

Perle di sagg(g)ezza!

“Voglio ringraziare tutti i colleghi consiglieri comunali per la maturazione avuta fin qui per tutti quei atti votati con grande maturazione" - Davide Titone

“Lei deve sapere caro collega che la mia libertà inizia dove finisce la sua!”Roberto Frazzetta

“[…] Quindi vi saranno due reparti presenti a scavalco.”Giacomo Mauro

“Me ne esco con una battuta, consentitemi: Cristaldi non può togliere o non vorrà togliere le ferrovie, perché non sa se buttare a mare l’onorevole Scilla e Giulia Adamo, o buttarli sotto un treno” - Pietro Marino

“Rimango a vostra disposizione per qualche dubbio che potrebbero esserci.”Giovanni Quinci

“[…]Mi auguro che l’amministrazione si applichi ai fini di fare migliorare le esigenze dei cittadini […] così questi dissalatori possono far bisogno a far si che i cittadini rimangono senza acqua."Vito Foderà

“[…]Qui nessuna parla se le regole sono state assolte oppure no e non è accettabile che nemmeno venga fatta un excursus sulla questione e siamo altresì consapevoli che questo atto ha delle grosse problemi.”Antonino Arena

“[…]Questi sono costretti ad acquistare acqua questa zona. E per quanto riguarda il dissalatore è impensabile di andare a fare questa cosa del genere.” - Michele Reina

“[…]Se mi da la risposta l’accettavo e comunque non prolunchiamo i tempi, però dato che c’è una discussione questo a dire sempre che anche se siamo di diverso colore politico spero che sia preso in considerazione se in un calcolo matematico la somma che va spesa penso che alla fine sarà giusta. Non aggiungo altro.”Giovanni Iacono Fullone

“Bisogna dare atto che i tempi per la rielaborazione del bilancio e del piano annuale/triennale delle opere pubbliche non c’è stato.”Giacomo Mauro

“[…] Il sindaco Macaddino è stato accusato di famigliarismo!”Gioacchino Emmola

“[…]Quindi presidente io leggevo degli interventi che si suggerisce l’approvazione”Francesco Crocchiolo

“Consigliere acciunga a chiudere il discorso e entri a quello che è l'ordine del giorno.”Pietro Marino