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sabato 16 ottobre 2010

INCLITA URBS - 3° puntata

Grandi furono gli stravolgimenti politici che interessarono la città di Mazara Del Vallo durante il XVI secolo. Divenuto Carlo V imperatore, Mazara, nel 1513, divenne città regia a pieno titolo. Nei registri regi per la prima volta figura con l’appellativo di “inclita urbs” ossia Città Eccellente. Gli uomini di Chiesa del Rinascimento, soprattutto i vescovi, modellarono il proprio comportamento sull'etica della società laica ed il cristianesimo rimase comunque un elemento vitale nella cultura dell'epoca. Viene realizzato in questo periodo il Convento dei PR Carmelitani uno dei conventi più antichi di Mazara Del Vallo. Annessa al Convento troviamo la Chiesa di Maria SS. Annunziata detta del Carmine. L’ordine religioso di Maria SS. Annunziata del Carmelo risulta essere l’espressione del forte legame che unisce i mazaresi alla fede. Con l’esemplarità della vita contemplativa, condotta a imitazione della Vergine, la pratica di opere di apostolato, soprattutto missionario, è segno tangibile di una presa di coscienza delle radici cristiane della nostra civiltà, dell'appartenenza ad una Chiesa viva, aperta al mondo, senza distinzione culturale, religiosa o sociale, onde costruire un'umanità rinnovata nell'amore.



"Assessorato alla Cultura della Città di Mazara Del Vallo.
A cura del Nucleo di Promozione Culturale coordinato dal Prof.re Danilo Di Maria.
Regia Prof.re Salvino Martinciglio
Voce fuori campo di Danilo Di Maria
Testi a cura di Danilo Di Maria
Aiuto regia e luci Dott.re Andrea Valenti"

mercoledì 13 ottobre 2010

Storia, sentimenti, tradizioni, degrado!

Contemplare i momenti, che separano la vita terrena da ciò che è oltre, risulta alquanto complesso. Quei momenti, a volte attimi, a volte mesi, sono l’esempio della difficoltosa accettazione che l’uomo ha della morte propria e dei soggetti verso cui ha versato impegno, affetto, stima. In quelle condizioni il dubbio sul da farsi crea immobilità, dolore, addirittura diniego. Quelle circostanze possono divenire il marchio di fabbrica di tutte quelle cose non dette e non fatte che adesso ci mancano. Nel passato però grandi interpreti del pensiero, opponendosi al disfattismo filosofico di alcune teorie, hanno pensato che l’unione delle persone e la commemorazione dei defunti, degni e meritevoli, potessero risolvere o alleviare le sofferenze provocate dalla nostra finitezza nel rapporto con l’infinita forza della morte. Proprio per questo nel moderno significato di “camposanto”, si raccoglie sia la concezione religiosa della commemorazione e del rispetto, sia lo spunto per creare conforto nel vicino che versa in eguale situazione, lo slancio per ripartire, raccontando e tramandando la forza di chi, degno di essere stato su questa terra, non c’è più. Pertanto un luogo in cui tangibilmente si toccano storia, sentimenti e tradizioni, non può essere abbandonato a sé stesso, in uno stato di degrado e pericolosità fuori da ogni logica. L’unione nel dolore per cercare spiragli nella coltre della solitudine deve essere assecondata dalla cura e dalla perizia riservata ad un luogo simbolo di pace, di un ordine e di un equilibrio superiore.


mercoledì 6 ottobre 2010

PUNTO CULT - 8° puntata

E’ tempo di Ritorno al futuro! In questa puntata Giacomo recensisce il primo episodio della trilogia, considerata un’icona del cinema degli anni ottanta e che ha riscosso un enorme successo a livello internazionale. Un film che ha cambiato il modo di fare i film. Un cult-movie più volte parodizzato. La pellicola, uscita nel 1985, diretta da Robert Zemeckis ed interpretata da Michael J.Fox e Christopher Lloyd, ha inoltre ricevuto il premio Oscar al miglior montaggio sonoro. Buona Visione.

sabato 2 ottobre 2010

Lo schiaffo dell'onda

Facile. Troppo facile è indignarsi o dire che la gente si indigna, che guarda agli scranni della politica con rassegnazione e disgusto (spesso per la verità ben celato). Semplice è pensare che la politica, così come la conosciamo, è meglio non averla: “Sono eletti soltanto per i propri interessi!” ci si dice al bar davanti ad un caffè sempre meno fumante, sostituito da una prospettiva di vita sempre più fumosa. Guardando il mondo che ci circonda cosa si può estrapolare dall’attuale realtà che i politici hanno costruito? Gli spunti sono tanti: si può ad esempio dire che la colpa non è tutta dei politici, che non va tutto male, che magari la Ferrari nonostante la crisi ha implementato i propri utili, che le banche non licenzieranno i propri dirigenti, che ci sono forze politiche che si sforzano di parlare al paese, che esistono ancora uomini che lottano per i diritti dei lavoratori. Ma poi a dire la verità non conosco nè persone che lavorano alla casa automobilistica di Maranello, nè dirigenti di una qualsiasi istituto di credito, né tantomeno sindacalisti integerrimi. Conosco altre realtà, altre storie che non sono nè più vere nè più importanti. Ed è proprio di ciò che so che posso e voglio parlare.
Dipendenti nè licenziati nè cassaintegrati, bloccati nella possibilità di cercare altro lavoro e al tempo stesso non percepiscono nessun tipo di sostegno per portare avanti la propria famiglia, che vedono comunque alternarsi al tavolo della contrattazioni decine di soggetti delegati e pagati per fare il loro interesse, con aspettative del tutto inevase.
Giovani laureati che non riescono ad entrare nel mercato del lavoro, incapaci di mantenersi con i proventi dei lavori a progetto, preferendo fare per una o più stagioni consecutive i bagnini. Altro che lusso!
Genitori anziani, ormai nonni, che di fare i babysitter lo avevano messo in conto (anzi lo desideravano…), ma che certo di dover mantenere il figlio disoccupato a 40 anni mai lo avrebbero immaginato.
Ragazzi che con la promessa delle scuole professionali avevano immaginato semplicemente di essere elettricisti, idraulici o riparatori di elettrodomestici e ben che vada riescono a reperire qualche “impiego” per fare le ricariche al telefonino senza passare dai genitori.
Queste purtroppo sono le realtà ch’io conosco, che mal si conciliano con le questioni di una regione, la Sicilia, che può avere il “lusso” di pagare numerosi dirigenti ai più disparati ambiti e settori, ma che non può permettersi di pulire le strade, regolarizzare i precari, offrire una sanità che non uccide. Scorgo peraltro una città dove si mettono in atto strane manovre per ottenere rimborsi dalla cosa pubblica, dove personaggi discutibili siedono in posti di potere e dove persone per avere prestato fedeltà ad un nome, fuori dal proprio partito (come se qualcuno lo avesse obbligato!) viene premiato con incarichi pubblici ben remunerati.
Queste non sono leggende. Sono storie di ordinaria follia, di PD e PDL, di sinistra e di destra, di voti “comprati” e messaggi indecifrabili. Storie di rabbia: quella rabbia di chi se la prende con l’ignoranza (e non piuttosto con chi l’ha causata o con chi l’ha portata al potere). Sono racconti, sono sentimenti e sensazioni. E se per un momento si prova a lasciare il caffè al bar, l’iphone sulla scrivania, uscendo dall’agiatezza che ormai solo poche persone conoscono, si vede una realtà ben diversa da quella identificabile nei dibattiti politici alla televisione. Cresce la gente che non ha da perdere nulla se non la propria libertà deturpata dalla mancanza di dignità. Aumentano le persone che in questo stato troverebbero l’humus per creare il caos. Ma poi preferiscono far finta di non capire, non usando questo malcontento per cambiare le cose, per ottenere giustizia sociale.
Questa realtà è simile a quella che ci si proietta affacciandosi in una giornata molto ventosa da un costone nei pressi di Quarara. Il mare che si ritira, torna indietro, lasciando scoperte le rocce solitamente coperte dall’acqua, facendo intravedere pesci che sguazzano fortunati in alcune pozzanghere; altri pesci, molti di più, muoiono perché rimasti fuori dal loro ambiente naturale. Tutto fa pensare che le acque si ritirino per sempre, che quei metri persi non saranno più recuperati. Invece il mare come un elastico ritorna: non si preoccupa dei pesci morti, ma li vendica travolgendo anche quelli delle pozzanghere scaraventandoli contro quelle stesse pietre che erano la ragione della loro fortuna. Le onde sembrano quasi rabbiose del tempo perso, sembrando di voler dare dimostrazione di forza. Continuano a crescere fino a raggiungere la roccia alla quale siamo affacciati. E’ proprio allora che capisci che anche nella nostra società siamo nella fase del risucchio: alcuni rimangono nel loro spazio dorato, molti si perdono, ma prima o poi l’onda arriva e si scaglia sulla casta.

[foto Gaspare Stassi]

mercoledì 22 settembre 2010

Viabilità: parla Danilo Vellutato

Tema caldo già all’insediamento dell’attuale sindaco, quello della viabilità sembra essere il crocevia dei destini della città. Da una parte la voglia di reinventare la mobilità cittadina, dall’altro il realismo di un progetto applicato nelle linee più visibili e meno logiche. Tutto e molto altro spiegato da Danilo Vellutato, conoscitore attento della tematica.



martedì 21 settembre 2010

Dall'opposizione-in-maggioranza...

Sulla scia di una estate rovente dal punto di vista politico, abbiamo intervistato il consigliere comunale Gianluca Messina, che oltre ad essere il più giovane tra gli scranni dell'assise cittadina, oltre ad essere il capogruppo dell'MPA "ufficiale" in consiglio, dimostra ancora una volta di essere qualcuno che ha tanto da dire. Le parole che si ascoltano oscillano dalla contestazione verso alcune realtà palesi a tutta la provincia alla presa d'atto di ineluttabili giochi di potere, di cui anche il partito di Lombardo dimostra di fare parte.






lunedì 13 settembre 2010

PUNTO CULT - 7° puntata

In questa puntata Giacomo ci propone una sfida epica tra due grandi trilogie Cult: da una parte "Il Signore degli Anelli" saga fantasy tratto dai libri di Tolkien, dall'altra "Matrix" trilogia cyber-punk dei fratelli Wachowski. Buona Visione.


domenica 12 settembre 2010

INCLITA URBS - 2° puntata

Edificio monumentale il seminario vescovile della diocesi di Mazara Del Vallo: trovò nei vari vescovi che si succedettero i continuatori di un opera che avrebbe sfidato i secoli. L’idea di istituire i seminari, che nasce con il Concilio di Trento, vide una prima fondazione nel 1580 ad opera del vescovo Bernardo Gasco con sede presso la chiesa di sant’Egidio il Vecchio, in quartiere Torrebianca, dentro le mura della città. Stagliandosi maestoso nella centrale piazza della repubblica, l'importanza del Seminario è ben lungi dall'essere semplicemente estetica. Fu centro culturale tra i maggiori della Sicilia Occidentale sia per il rigore degli studi sia perché vi vennero cooptati insegnanti di riconosciuto valore come Giacomo Sciacca per la filosofia e Giacomo Gerardi per le lettere; tra questi, la figura di Simone Corico che emerse nelle attività di studio e didattiche, presso il nostro Seminario, nonché nella militanza politica. Liberale convinto, fu deputato al Primo Parlamento italiano del 1861 e vi tornò nel 1881. Autore di scritti filosofici che gli procurarono fama europea. Il Seminario, con tali insegnanti, forgiò allievi che poi divennero personaggi importanti della vita politica e sociale dell'Italia post unitaria.
Scrive il biografo di mons. Castelli: “Cotanto ambiente [...] procurò primariamente la Chiesa di Mazara di buoni sacerdoti; andò in traccia con tutta diligenza di fare buona scelta dei Fanciulli [...] Mai struttura fu sì nobile e poderosa”.





"Assessorato alla Cultura della Città di Mazara Del Vallo.
A cura del Nucleo di Promozione Culturale coordinato dal Prof.re Danilo Di Maria.
Regia Prof.re Salvino Martinciglio
Voce fuori campo di Danilo Di Maria
Testi a cura di Danilo Di Maria
Aiuto regia e luci Dott.re Andrea Valenti"

mercoledì 8 settembre 2010

Una voce nel silenzio di certa "intellighenzia"

Allontanandoci dalle vicende della politica politicante locale, guardando al passato che non esiste più, e che forse proprio per questo non è mai esistito, analizzando un presente difficile e controverso, pubblichiamo l'intervista a Dino Levi. Punto di vista di rilievo in un momento in cui una parte politica cerca collocazione fuori dai nomi storici o per meglio dire "vecchi", fuori dagli schemi, aspettando di ritrovare principi, carisma e consenso popolare.



sabato 4 settembre 2010

Acqua bene comune: la proposta del prof. Anselmo

Al Sig. Sindaco di Mazara del Vallo
Al Presidente del Consiglio Comunale di Mazara del Vallo


Illustrissimi,
con molta soddisfazione abbiamo appreso che il Consiglio Comunale di Campobello di Mazara all’unanimità ha approvato l’introduzione di una modifica al proprio Statuto Comunale con la
quale si riconosce che: l’accesso all’acqua è un diritto umano, universale, indivisibile ed inalienabile e lo stato dell’acqua è un bene pubblico comune. Pertanto l’acqua non può essere di proprietà di nessuno, bensì è un bene condiviso equamente da tutti. La sua gestione deve considerarsi un servizio pubblico privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti i cittadini.
Ricordando che, appena qualche mese fa, il Circolo Legambiente “Fatamorgana”, WWF “Val di Mazara” , “Comitato Civico per il Trasmazaro”, “Io non pago il pizzo...e tu?”, Sosta Vietata, ARCI Mazara, CGIL Mazara hanno preso parte attiva alla campagna referendaria lanciata dal Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua, mirante a ridare agli Enti pubblici la gestione dell’acqua raccogliendo oltre 1.500 firme di nostri concittadini, si chiede alle SS.VV. Illustrissime di volere mettere in atto tutte quelle procedure amministrative-burocratiche affinchè anche nello statuto comunale della nostra Città venga introdotto analogo articolo.

Prof. Giacomo Anselmo