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venerdì 30 ottobre 2009

La "non" pericolosità delle antenne...Parola agli esperti!

Molte cose sono state dette in queste settimane sulla presunta pericolosità delle antenne che stanno per essere installate in via Monte Cervino o che già sono state installate nei pressi dell'istituto Sacro Cuore di Gesù. Lo staff di Sosta Vietata vuole fare un po' di chiarezza!

Analizzando alcuni articoli medico-scientifici delle maggiori riviste in questo campo, cercheremo di illustrarvi al meglio quali sono gli “eventuali” rischi dell'esposizione alle onde elettromagnetiche propagate da questi trasmettitori. Tra le riviste che abbiamo consultato ci sono, per esempio, l'American Journal of Epidemiology e L'Environmental Health Perspectives: nomi che ai più saranno nuovi, ma vi assicuriamo eminenti riviste nel loro settore.
Considerato l'aumento dell'utilizzo di telefonia mobile, molte sono state negli ultimi anni le ricerche in merito, ricerche condotte con metodiche differenti e un po' ovunque nel mondo (in particolar modo in California, nelle isole Hawaii, in Inghilterra e anche in Italia, dove sono state analizzate le radiazioni emesse da Radio Vaticano); diciamo fin da subito che non vi è pressoché alcuna differenza tra onde, o per meglio dire campi, propagata da stazioni radio, TV o antenne telefoniche. Tutti i seguenti studi non hanno dimostrato nessuna stretta correlazione tra l'esposizione ai campi elettromagnetici e l'insorgenza di gravi malattie, quali possono essere il cancro, la leucemia, la cataratta o disfunzioni all'apparato riproduttore, di fatto sono troppo bassi gli incrementi di insorgenze di queste patologie per dichiarare con certezza che l'aumento sia dovuto ai trasmettitori. Casi di aumenti minimi sono stati riscontrati per esempio nelle vicinanze delle antenne di radio Vaticano, ma come ha dimostrato l'analisi effettuata in un'area di raggio di dieci chilometri, dove abitano 49.656 persone i casi di mortalità dovuta alla leucemia sono 40 cioè l'0,008% (studio effettuato da un'italiana, Paola Michelozzi, e pubblicato su L'American Journal of Epidemiology), percentuale veramente esigua per dire che le onde elettromagnetiche provochino leucemia. In quel caso c'è da considerare inoltre che l'aumento potrebbe essere stato causato dalla presenza in zona di radon, un gas particolarmente velenoso, che provoca di certo l'insorgenza di leucemia. Proprio questo esempio è emblematico di un altro concetto che cari lettori dovete sapere, cioè il fatto che le indagini sulla pericolosità di queste onde sono estremamente difficili e avvolte anche inconcludenti, dato invisibilità e "inconsistenza" delle onde; si è dimostrato infatti che non ci sono prove sufficienti per avallare l'idea che associ queste gravi malattie all'esposizione ai campi elettromagnetici, ma non è stato ancora provato nemmeno il contrario, cioè che queste sono totalmente sicure e non nocive per essere l'umano. Altre ricerche saranno condotte in merito, e magari tra qualche anno gli studiosi potranno darci risposte certe e definitive.
In conclusione vogliamo ricordare ai nostri cari lettori che l'Italia ha un limite di emissione molto inferiore agli standard internazionali, sottolineiamo in aggiunta che per avere l'autorizzazione le aziende devono rispettare rigorosi parametri: è consuetudine fare delle stime approssimative prima che vengano installate e queste quasi sempre sono bilanciate per difetto. Detto questo vogliamo sgombrare il campo da qualunque forma di allarmismo, creato molte volte da persone che non vogliono dare informazioni veritiere, quanto piuttosto alzare polveroni, in buona sostanza inutili. Invitiamo, altresì, i residenti di via Monte Cervino, e di tutte le altre zone dove sono apposte delle antenne di qualunque genere a vigilare che siano sempre rispettati i parametri di sicurezza.
Un pensiero da Roma....

sabato 24 ottobre 2009

Ci risiamo...

Passano gli anni, le stagioni sociali e politiche, ma alla fine come scriveva Tomasi di Lampedusa: "Cambia tutto per non cambiare mai niente". Le immagini che in questo articolo vi presentiamo sono la più palese dimostrazione che da un lato i problemi non si risolvono da soli e dall'altro che quelli che ci sono purtroppo non sono stati mai risolti. Siamo consapevoli del fatto che è presto per dire che quest'amministrazione è colpevole. Siamo consapevoli del fatto che è presto per dire che il sindaco ha dimenticato quanto detto in campagna elettorale parlando di una spiaggia fruibile tutto l'anno, e proprio in speranza di un intervento reale e funzionale per la salvaguardia della maggiore fonte di introito turistico della nostra città diamo tempo al tempo, ponendoci in ultimo un quesito: "Quanto tempo resta in realtà alla spiaggia di Tonnarella se questi che vi mostriamo sono i risultati della prima e fino a qui unica ondata di maltempo che questa costa, così presente nei cartelli elettorali di qualche mese fa, ha finora subito?"










domenica 4 ottobre 2009

Guardando il cielo...le ANTENNE!

Regola fondamentale di questo blog è quella di capire per fare capire, studiare per rendere più chiaro, interrogarsi per rispondere. Abbiamo unito a questo impegno un intento: creare una collaborazione tra noi di Sosta-Vietata e la gente, o come ci piace definirli, i nostri lettori. Proprio questo sforzo si è in queste ore tradotto in un risultato a dir poco impressionante che testimonia la volontà di molti cittadini di questa città di occuparsi in maniera seria della cosa pubblica. Nello specifico abbiamo cercato di ottenere attraverso Facebook informazioni sul tema delle antenne di telefonia mobile, tema caldo di questi giorni, considerata la realtà di via Montecervino e la relativa protesta portata nell'aula del Consiglio Comunale dai residenti di quella zona. Quello che teniamo sottolineare è il fatto che a poche ore dalle nostre richieste, sono arrivate decine di foto che mostrano l'ubicazione di queste antenne (o presunte tali) nella nostra città. Data la nostra momentanea e parziale ignoranza su questo argomento ci limiteremo a mostrarvele, ringranziando coloro i quali si sono resi disponibili, sollecitando chi ha intenzione di volerne mandare altre o semplicemente spiegarci la presenza di antenne in determinate zone e nell'eventualità smentire ciò che sarà riportato su questo blog. Una domanda comunque sorge spontanea: queste antenne rispetteranno i parametri della legalità?





domenica 20 settembre 2009

Viaggio nel valore dell’esperienza

Quando una città per volere quasi unanime dei suoi cittadini esprime pressoché un plebiscito per un sindaco, quale l’On. Nicola Cristaldi, che rappresenta storia, esperienza e alta politica, viene da chiedersi che valore abbiano tali virtù nell’agone pubblico, sociale ed amministrativo. Per dare risposta a questo interrogativo e per cercare di diradare la coltre storica che attanaglia il corso degli eventi di questa provincia, Sosta Vietata ha incontrato Aldo Dolores, simbolo di questa città ma anche, e questa è la veste che ha ricoperto nell’ultima tornata elettorale, guida delle nuove ed intraprendenti schiere dell’Italia dei Valori mazarese.

Mazara del Vallo è quella tipica realtà che si presta, come d’altronde molte altre nella nostra cara penisola, a varie interpretazioni su qualsiasivoglia avvenimento, con la caratteristica però, tutta locale, di non giungere mai ad una verità certa e stabilita, ma sempre ad ipotesi più o meno plausibili, più o meno concernenti la realtà ed in grado di spiegare il futuro. Così anche una vittoria schiacciante come quella ottenuta dall’On Nicola Cristaldi non trova un’unica spiegazione ma bensì teorie: Cristaldi ha vinto da sé e per sé, con la sua forza e la sua storia; la vittoria è del Pdl che ha saputo vincere non solo a Mazara ma in Italia e all’Europee; secondo altri la vittoria è si meritata, ma anche frutto di una battaglia che nel nostro paese il Pd ha rinunciato a combattere sul serio. Teorie dicevamo, teorie e non realtà...Ma se è vero che sulle teorie si basano i processi italiani più controversi che poi devono essere verificati dal giudice qualora vi sia una condanna, allora è il caso di rivolgere l’attenzione a chi dal 1974 di teorie politiche s’interessa, essendone partecipe, e da poco tempo cerca anche di tirarne le fila in maniera più defilata creando un solco, se pur minimo, tra lui e il corso politico di questa provincia ed in particolare di Mazara, permettendoci di avere uno spettatore di lusso per le nostre strade. Colui cui facciamo riferimento, è l’ingegnere Aldo Dolores, che ha permesso a Sosta Vietata di intervistarlo approfondendo la sua storia che si lega indissolubilmente a quella mazarese, spaziando comunque anche su temi più vasti: dalla cronaca politica nazionale alle previsioni per quello che, secondo lui, sarà il futuro che passa gioco forza dal Palazzo Comunale di questa città. L’intervista avviene in una giornata post-ferragosto di questa città. Caldo, molto. Confusione, tanta. E ancora in giro i visi di chi essendo originario di Mazara, pur lavorando altrove ormai da anni per mancanza di prospettive nella sua terra natia, torna per le ferie. Vengo ricevuto attorno alle 12.30 presso lo studio dell’ingegnere, dove attendo qualche minuto prima d’incontrarlo. Nello studio si colgono già le prime sfaccettature del personaggio: noto d’impatto pareti non proprio moderne, che fanno pensare ad un luogo vetusto, ormai espunto dai suoi anni migliori. L'attenzione è pero tutta per l'immancabile computer e l'insieme delle attrezzature tecnologiche, come anche un'enorme scrivania sommersa dalle carte della burocrazia, come è consono alle abitudini di un buon professionista. Attorno le librerie sono cariche di testi, non solo riferibili alla professione ingegneristica, il che mi lascia a giusto modo sorpreso. Aggiungendo a questa scenografia gli innumerevoli attestati, oltre alla laurea, fissati sul muro di fronte a me, si capisce che, chi andrò ad incontrare dopo qualche secondo, è una persona senza fronzoli, ma profondamente concreta e precisa. Appena entrato nella stanza dove lo aspettavo e fatte le dovute presentazioni, l’intervista entra subito nel vivo. E se come detto sopra l’obiettivo di questo incontro era conoscere e far conoscere la storia politica del personaggio, il valore dell’esperienza e aneddoti ormai storici su questa provincia e città, le domande non possono non partire proprio dal curriculum vitae o per meglio dire dal curriculum politico dell’ingegnere. La sua storia pubblico-politica comincia nel Psi, e nel 1974 è il primo dei non eletti proprio in quella lista per la corsa al seggio del consiglio comunale. Poco male però per il giovane Dolores che già nel 1979 diventa consigliere provinciale, unico rappresentante fra l’altro della città di Mazara in quel consiglio. Da quel momento e per altre legislature provinciali fino al 1993, l’ingegnere ricoprirà importanti cariche (derivanti anche dal fatto di essere sempre il primo degli eletti) tra queste gli incarichi assessoriali alla viabilità, alle finanze e sviluppo economico ed infine ai lavori pubblici. Un percorso permeato sul merito che però prende una svolta particolare negli anni di tangentopoli, che come una canicola asfissiante cala su quell’amministrazione provinciale. A quel punto la scelta di uscire dal Psi e aderire al gruppo misto, scelta sofferta allora e meritevole di una mia domanda adesso: “Craxi, come fu interpretato allora? E come lo sarebbe ora? Il giudizio di Aldo Dolores è cambiato negli anni?”. Le risposte rilasciate hanno una nota di malinconia per il ricordo dei tempi andati carichi di soddisfazioni, ma anche di amarezza per la fine di una strada carica di principi almeno in alcuni di quegli uomini che componevano il Psi. Craxi secondo Aldo Dolores non fu peggiore di altri politici di allora, non fu il male di quell’Italia anestetizzata dalla corruzione, ne tanto meno scacciarlo fu la risoluzione del problema; resta però il fatto che quell’uomo, Bettino Craxi, tradì gli ideali di chi nei principi del Psi credeva e ai quali conformava la propria vita. Cito testualmente: “La dichiarazione in Parlamento di Craxi fu una presa di posizione verso e contro l’ipocrisia, ma per me fu come un padre che ti dice di avere tradito”. Continua Dolores che quel Craxi adesso non sarebbe visto nella stessa maniera, ma accostato a tanti altri che sbagliano e pure progrediscono nella loro carriera politica, ma per i vecchi uomini del Psi, quello pulito e onesto, Craxi rimane pur sempre uno statista, degno di apprezzamento per le capacità, ma conformatosi ad un sistema malato di cui andava solamente denunciato il sudiciume. Continuando il ritratto politico di quegli anni mi vengono mostrate testimonianze dell’uscita dal Psi, come la lettera inviata all’allora presidente della provincia nella quale Aldo Dolores spiegava le motivazioni del suo gesto, o come il comunicato stampa inviato al mai troppo rimpianto Peppe Pirrello, allora operante presso Canale2. Ma la storia di Aldo Dolores non finisce con i vecchi partiti politici, non sopravvissuti a tangentopoli. Va oltre. L’ingegnere cerca una nuova casa, una nuova base da cui partire, il Pds: “Come mai proprio il Pds e non altre realtà italiane?” La risposta è in realtà una citazione: “Decisi di entrare nel Pds, quando condividendone per grandi linee i pensieri, apprezzai la scelta di D’Alema di dire che l’esperienza comunista era finita, e con la caduta del muro di Berlino era stato scoperto ciò che il comunismo russo era stato. E se allora con il muro si erano infrante anche le resistenze comuniste, il Pds poteva rappresentarmi e io muovermi nel partito”. La storia adesso si trasforma in attualità, e arriviamo a grandi passi all’elezione del sindaco Macaddino. Le parole diventano più ferme e decise, e l’ingegnere mi ricorda come quello che poi divenne sindaco di Mazara non fu appoggiato dalla sua persona nè durante la prima fase nè durante il ballottaggio. Il commento su Macaddino non ha durante quest’intervista risvolti personali, ma squisitamente politici e basta citare un esempio molto vicino a noi per capire la diversità tra questi due personaggi. Dice Dolores: “L’ex sindaco Macaddino durante l’intervista rilasciata a Tele8 alla fine della cerimonia del passaggio di consegne al nuovo primo cittadino, On. Cristaldi, risponde alla giornalista che si ritiene soddisfatto di quello che ha fatto nella sua legislatura, citando strade, piazze di periferia, illuminazioni vicino le scuole, e ad altri fatti concreti che hanno una loro importanza preponderante in città. Ma un sindaco non si misura solo dalla cubatura dell’asfalto versato per le strade, ma da ciò che fa per aumentare il tenore di vita dei cittadini, e continua, dalla pulizia e regolarità dell’amministrazione che proprio il primo cittadino deve assicurare e mantenere”. Il sindaco Macaddino adesso non è più sindaco, in via Carmine c’è un nuovo inquilino più ingombrante e sicuramente più radicato nella storia di questa città. Anche qui la domanda diventa d’obbligo: “Cristaldi ha stravinto contro tutto e tutti, ma se come dicono i mazaresi si sapeva che avrebbe vinto lui, più inaspettata era una tale mole di voti. Come si spiega un 70% per un sindaco secondo lei?”. Dolores: “La vittoria è del sindaco Cristaldi, della sua figura e di quello che i mazaresi pensano di lui. Ma è pur vero che l’opposizione non è stata forte, bisognava sfruttare il fattore divisione nel Pdl mazarese Cristaldi-Scilla, proponendo una campagna elettorale non al ribasso ma fondata sulle ideologie, e non su strani apparentamenti”. Chiedo a questo punto: “E Aldo Dolores con l’Italia dei Valori quale obiettivo aveva e cosa voleva dimostrare?” La risposta che non si fa attendere è che “quella con l’Italia dei Valori è stata un’esperienza positiva che però non ha portato al seggio, cosa che invece i giovani della lista meritavano. In realtà Peppe Marino si è fatto portavoce di questa esperienza, mettendoci la faccia in maniera molto coraggiosa. Di sicuro abbiamo dimostrato che c’è a Mazara chi sta fuori da certe logiche, che esiste e che è una forza da tenere in considerazione. Adesso non so cosa succederà nel breve ma quei giovani non devono mollare”. Dalle parole dell’ingegnere si capisce l’avversione verso l’attuale progetto Pd, e quindi gli chiedo di approfondire il suo pensiero: “Il Pd a livello nazionale era nato con un processo specifico di avvicinamento tra diverse ideologie, differente da quello del Pdl, ma con l’intento di creare un grande partito, forte e radicato. Ad oggi questo obiettivo è praticamente inesistente tranne che nel simbolo, poiché a livello nazionale del Pd non fanno ancora parte uomini del Pd ma ex-Ds, ex-Margherita, creando un sistema di divisione sul territorio tale che ad esempio nel Piemonte come in Sicilia è forte la componente ex-Dc, o come in Toscana ed in Emilia-Romagna dove invece è forte la predilezione per la sinistra. Anche a livello locale però si arranca poiché mancando direttive nazionali, il simbolo viene usato da chi nelle singole località ha più voti, sfuggendo all’applicazione dei reali valori del partito. Anche a Mazara il Pd è guidato secondo logiche simili, si inserisce in realtà in sistemi provinciali di mantenimento degli equilibri già prestabiliti in cui è difficile sovvertire le decisioni”. Molto è già stato detto, ma una nota su Berlusconi va fatta: “Molto stringatamente Berlusconi chi è?” Dolores: “Berlusconi è chi ha sovvertito in parte le regole della politica, prima di lui la morale politica era subordinata all’esempio che ogni politico sapeva dare, adesso si è operata una sostanziale scissione in funzione della sua condotta poco onorevole, cosa che però lo stesso Berlusconi aveva omesso dal fare quando fatti addirittura meno gravi riguardavano altri personaggi. La televisione gli ha sostanzialmente permesso di operare un golpe al contrario, prima si conquistava il potere e poi i mezzi d’informazione, adesso con i mezzi d’informazione si conquista il potere e addirittura Berlusconi è riuscito a mantenerlo per anni. Il fatto che però va rilevato è che come i grandi leader fanno proseliti anche Berlusconi ha il suo seguito, il che crea in realtà tanti Berlusconini in giro per l’Italia che il più delle volte scimmiottano il leader, creando solo guai e cattiva amministrazione. Anche adesso come in passato Berlusconi per i suoi oppositori è il male assoluto ma in realtà non è così, perché anche da altre parti sta la cattiva politica, il danno è che gran parte della cattiva politica si ispira al suo modello”. In conclusione: “Cosa si aspetta Aldo Dolores dai prossimi anni?” “La città può avere l’occasione di fare passi avanti notevoli perché il suo attuale sindaco ha le carte in regola per fare bene, sperando che non ci sia ostruzionismo da parte del consiglio comunale. Il Pd in questo momento a livello locale aspetta le direttive nazionali, e anche lì nei prossimi anni potranno esserci i redivivi della scorsa amministrazione che potrebbero tornare a dettare legge. L’Italia dei Valori guida un nuovo sentimento cittadino che potrà svilupparsi se i giovani non avranno paura di spendersi nel progetto. Per quanto riguarda me, i capelli bianchi mi fanno pensare in maniera diversa dagli anni passati, e quindi non mi vedo protagonista con grande intensità, ma non escludo il mio coinvolgimenti nei progetti che riterrò opportuni e ricchi di quei valori che fanno della politica una buona politica”.

Come avrete notato in questa lunga intervista che l’ingegnere Aldo Dolores ci ha gentilmente concesso, manca il pensiero di Sosta-Vietata. Questa scelta non è affatto casuale poiché abbiamo ritenuto la lettura già carica di spunti che ognuno poi elaborerà personalmente. Ma crediamo che sia giusto sottolineare cosa Sosta-Vietata ha imparato da quest’incontro. L’ingegnere è, di fatto, un pezzo della storia politica di questa città, da tutti conosciuto come uno di quei pochi personaggi che sa guardare al di là di ciò che la maggior parte della gente vede, profondamente concreto e convinto di avere portato avanti le sue idee e i suoi principi passando attraverso alcuni partiti ma coerentemente con il suo progetto di vita. Una città che decide di puntare sull’esperienza e sull’alta levatura professionale e politica deve ricordare queste personalità e questa, a nostro avviso, nello specifico.

martedì 25 agosto 2009

Nessuno nasce imparato

Quante volte approcciandoci ad una nuova esperienza, qualcosa di realmente ostico e agli occhi insormontabile, sentiamo il terreno mancare sotto le nostre gambe e il primo pensiero è quello di mollare? Noi personalmente pensiamo che le difficoltà siano una causa necessitatis della nostra vita e ne siamo convinti ritenendo umilmente che questa si qualifichi superando gli ostacoli, non voltandosi dall’altra parte, non facendo finta che il tutto debba necessariamente rimanere per com’è. Naturalmente questa riflessione va accompagnata ad una precisazione, che reputiamo d’obbligo: i problemi sono molteplici, sono tante le realtà da considerare e migliorare, e anche restringendo (si fa per dire…) il campo al sociale e alla politica si rimane pur sempre con una miriade di progetti che sono nulla di fronte ai problemi reali da risolvere. Basterebbero queste facili congetture per legittimare un impegno per la comunità che di per sè non ha un ritorno economico, non ha scopo di lucro, né tantomeno di riconoscimento, tranne che l’approvazione di quei (pochi o tanti che siano..) cittadini che riconoscono nelle nostre righe il vero modus operandi della cittadinanza attiva. Eppure a queste persone che ci sostengono, se ne sommano altre, che non solo non apprezzano il nostro lavoro (nulla in contrario nel merito s’intenda), ma altresì si dilettano in chiacchiere da bar col solo scopo di deprecare gli artefici e i principi del nostro piccolo mezzo di comunicazione.A tale proposito ci sentiamo di ricordare a costoro che le cialtronerie ci fanno davvero poco male e altro non fanno che rinforzare le nostre idee, portate avanti con sincera passione politica e non tornacontistica, consapevoli al tempo stesso delle difficoltà logistiche di quattro ragazzi che con i pochi mezzi a loro disposizione cercano di tenere teso un filo tra l’amministrazione e la società, passando per il grande mare di Internet. Ispirandoci pertanto alla forza di volontà di coloro i quali ci hanno fin qui ascoltato ed indirizzato nei nostri propositi, rinnoviamo l’intento di Sosta-Vietata di parlare alla gente che sarà disposta a prestare attenzione, all’amministrazione che sarà studiata nel corso dei suoi lavori e nell’interesse di tutti. Sosta-Vietata inoltre rimane a completa disposizione di coloro i quali si ostinano a straparlare, sempre che siano disposti ad abbandonare i pettegolezzi cominciando (finalmente..) ad impegnarsi per qualcosa di serio. Ogni problema merita la giusta attenzione ed è compito di ogni singolo cittadino muoversi per il bene comune, indugiando nel caso in cui non ne fosse interessato nell’omertà che l’ha sempre contraddistinto nella propria vita.

Lo Staff di Sosta-Vietata

mercoledì 5 agosto 2009

Amarcord dei nostri politici

"Ritengo che questa città sia stata la barzelletta della provincia di Trapani negli ultimi anni." Roberto Frazzetta - L'opinione

"Colgo l’occasione rivolgendomi alla cittadinanza che abbiamo già stampato il programma, abbiamo stampato una brogiur che è possibile visionare in tutti i miei comitati elettorali, sia in quello centrale, sia in tutti quelli dei candidati che…appunto compongono le mie liste. È un documento importante perché non è la solita brogiur di cose scritte che non faremo, ma è sicuramente un trecciato che diventerà realtà amministrativa." Tony Scilla - Tele 8

"Alla fine io cerco di salvare il mondo…ma non sono Gesù Cristo disposto ad andare in croce…" Nicola Cristaldi. Sotto gli occhiali e i baffi in realtà si cela un nuovo supereroe della Marvel. - Tele 8

"Non amo la politica della litigiosità e delle controversie ma conosco una sola linea politica: quella della trasparenza, della legalità, della collaborazione e del rispetto nei confronti delle persone." Gaspare Titone. Smentito da se stesso dopo la dura reprimenda nei confronti del consigliere indipendente Messina. - L'opinione

"[...] Quando la campagna elettorale volge al termine, le tattiche sono sempre quelle, cioè avvicinare gli elettori e cercare di togliere per quanto più possibile i voti a coloro che si considerano i candidati più forti e quindi chiedendo “dammi un voto, dammi due voti, tanto quello ce l’ha fatta”." Roberto Frazzetta - L'opinione

"Bisogna fare qualcosa di più. La piazza Regina diventerà, io spero, un luogo interessante anche dal punto di vista turistico." Nicola Cristaldi - Tele 8

"La politica davvero ormai riesce a coinvolgere, bellissimo vedere ragazzi che gridano, esultano per la loro squadra e avere scelto di scendere in campo con candidando uno di loro ed entusiasmante come i ragazzi si stanno appassionando al nostro progetto […]." Tony Scilla - Tele 8

"Ma sono stati stanziati molti soldi per il depuratore. Che fine hanno fatto?" "Che fine hanno fatto non lo so. Quello che so è che il depuratore ha subito in passato atti vandalici, l’ultimo contributo arrivato dalla Regione non so che fine ha fatto. Se è servito a riprendere alcune parti del depuratore non saprei. Ma ancora non funziona." Andrea Pinta. Riuscirà Enrico Ruggieri a risolvere quest'ennesimo mistero? Saranno stati gli alieni a portare con sè i soldi? - L'opinione

"La scelta di Tony Scilla, io ho ripetuto con i miei amici, è una scelta che nasce dal popolo. Non è un caso che il nostro partito si chiama popolo della libertà ed in piena libertà abbiamo scelto Tony Scilla." Lucchese. Il simbolo del PDL non era andato a Cristaldi? - Tele 8

"Chi sono i veri traditori?" "Traditore è colui che dopo aver succhiato il sangue del padre, raggiunge un certo risultato e si dimentica dei sacrifici fatti insieme e si dà la prima coltellata proprio a colui che lo ha creato." Nicola Cristaldi - Intervista su Youtube

"Che cosa serve a questa città?" "Per creare lavoro sarà necessario mettere mano al piano regolatore per dotare finalmente Mazara di una zona industriale, agevolando gli imprenditori che vogliono investire nella nostra città." Vito Torrente - Mazaraonline.it

"[…]Quindi dobbiamo avere un sindaco con la statura e la capacità di potere interloquire con Capi di Stato con Governi Esteri. […] Ecco perché, da sempre, certe candidature vengono bloccate, occorre che la città sia guidata da nani ed essendo nani si fa politica di nani e le altre città vicine, ad esempio Trapani, crescono con vetrine internazionali." Tony Scilla. Cosa avrà voluto dire? - Mazaraonline.it

giovedì 30 luglio 2009

I giovani e il bere: una scelta di consapevolezza

Nella nostra cultura è ormai assodato una sorta di consenso sociale relativo al consumo di bevande alcoliche. L’”iniziazione” al bere avviene spesso in ambito familiare, con un consumo di alcol che potremmo definire “alimentare”. Dopo questa iniziale esperienza il consumo di vino, e soprattutto di birra diventa abituale e i genitori accettano tale abitudine a condizione che rimanga contenuta e sotto il loro “controllo”. Il consumo di alcolici da parte di un giovane all’interno della propria famiglia non si configura quindi mai, sin dall’inizio, come un comportamento inadeguato. Col passare del tempo però il “controllo” dei familiari viene esercitato sempre meno, gli adolescenti tendono a sfuggire alle regole imposte dai genitori nella ricerca di un’identità propria che si delinea all’interno del gruppo di pari. E’ qui che si sperimentano le bevande “alternative” (ad esempio la birra in luogo del vino) e i comportamenti trasgressivi come l’abuso. Il senso di questo utilizzo eccessivo, anche se non quotidiano, di alcolici, si può comprendere solo se ci si svincola dall’idea che esso sia legato al piacere del gusto. Quest’ultimo è infatti assolutamente secondario all’effetto che si va ricercando nella sostanza, a quello stato di euforia e benessere che può dare o a quella disinibizione che risulta funzionale all’interno di un gruppo di adolescenti. In altri termini, non è tanto importante la qualità di ciò che si beve, ma che la gradazione e i quantitativi siano tali da avere un effetto “potente”. La prima cosa da sapere riguardo all'alcoolismo è che l'alcool altera la mente e ostacola l’apprendimento. Rende la persona stupida, assente, smemorata, illusoria e irresponsabile. Nelle scuole, si è osservato che chi fa uso di alcool è molto più lento nell’apprendimento degli altri studenti, come se finisse in una specie di torpore, diventando insensibile e incapace. Si può quindi comprendere perchè l’alcool sia considerato da alcuni un valido “sostituto” delle droghe: è una sostanza che può provocare uno stato di profonda alterazione psicofisica ed allo stesso tempo è una sostanza legale e socialmente accettata. Recentemente si è visto un significativo mutamento nella rappresentazione sociale del bere, con un passaggio dal vino alla birra e ai superalcolici e con l’individuazione di nuovi luoghi del bere spesso assunti da modelli esteri (aumentano i pub e le birrerie a discapito delle trattorie e dei ristoranti). Potremmo parlare di due modelli del bere: un modello tradizionale legato al vino e alla cultura dello stare insieme e un modello moderno legato al consumo per lo più di birra e superalcoolici e alla necessità di affrontare difficoltà personali (timidezza, paura, imbarazzo, ecc). Mentre da una parte ultimamente si nota una stabilizzazione del consumo medio pro-capite per la popolazione adulta, dall’altra si assiste ad un preoccupante incremento dell’uso o dell’abuso di bevande alcoliche fra i giovani. In Italia solo il 26% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni dichiara di non avere bevuto negli ultimi tre mesi, ciò significa che il 74 % ha bevuto almeno una volta alcolici o superalcolici. Il 60% dei giovani consumatori beve prevalentemente birra e il 40 % vino. Gli aperitivi e i digestivi sono assunti dal 34% e i superalcolici (per lo più sotto forma di cocktail) dal 21% dei ragazzi in età tra i 15 e i 24 anni. Pertanto è evidente come il problema alcool e giovani sia di particolare rilevanza e di grande attualità specie dopo il provvedimento adottato dal primo cittadino del Comune di Milano. Resto veramente perplesso di fronte alla replica del sindaco di Salemi utilizzata nei confronti del Sindaco Letizia Moratti. Nessuno ha fatto divieto di consumo di alcolici: si sta cercando soltanto di limitarne l’abuso in soggetti ancora minorenni spesso deboli e facilmente influenzabili. Il tentativo è quello di tutelarli cercando di rinviarne di qualche anno la scelta che ci si augura, in futuro, più responsabile. Bene. Non discuto affatto le iniziative finora adottate: la sensibilizzazione è sempre auspicabile e necessaria. E' anzi un primo e fondamentale strumento che lancia messaggi educativi e propositivi senza diventare troppo invasivo negli specifici casi di ciascuno. Il problema forse è un altro: di fronte al dilagante alcoolismo dei giovani è sufficiente un volantino esposto nei locali, ben sapendo che i gestori passeranno sempre dal punto di vista dei giovani per gli “scocciatori” del caso, che le famiglie tenderanno a scaricare la colpa su di loro perchè oggi va di moda alleggerire i ragazzi da qualsiasi responsabilità, che i ragazzi stessi escono già con il malsano obiettivo di esagerare?
Per non parlare, analizzando la situazione generale, di una particolare noia e apatia che sembra affliggere i nostri giovani e che certo non invita a tramutare in attività benefiche lo stare in compagnia. Nella gerarchia istituzionale abbiamo dapprima la famiglia che dovrebbe inculcare valori positivi e senso di responsabilità personale, associazioni, comitati e scuola che possono essere coinvolti (questi sì) in opera di sensibilizzazione perchè in questo caso parliamo di cultura, poi le istituzioni locali che nel loro ruolo primario sono tenute a far applicare le leggi dello Stato. Dire che la legge c'è già significa scaricare ancora una volta il barile senza entrare nella concretezza del problema e del ruolo che spetta alle Istituzioni Comunale e Provinciale. Il provvedimento di Letizia Moratti invece è utile a responsabilizzare tutti i soggetti coinvolti nell'applicazione di tale legge. Finchè non saremo in grado di stabilire le competenze di ciascun attore dello scenario sociale, come potremo pensare di adottare politiche costruttive per la concreta risoluzione dei problemi del territorio? L'ordinanza, firmata dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, vieta la somministrazione, la detenzione, il consumo e la cessione anche a titolo gratuito, di bevande alcooliche di qualunque gradazione ai minori di 16 anni. I divieti si estendono anche alla vendita e alla somministrazione di bevande alcooliche, in zone accessibili ai minorenni, a mezzo di distributori automatici che non siano dotati di sistema di lettura automatica di documenti con i dati anagrafici di chi li utilizza. Intanto, questa nuova sperimentazione si sta diffondendo almeno in forma d' idea in molti altri comuni d'Italia come a Pavia, Bergamo e Ravenna. Solo in questo modo si potrà ottenere un valore aggiunto e un effetto sociale, culturale, operativo moltiplicatore delle azioni di prevenzione messe in atto. No quindi a tanti progetti tra loro isolati e senza coordinamento, come qualche volta è successo. Si a progetti condivisi e collegati. Sia l’organizzazione mondiale della sanità (OMS) che il National Institute of Health (NIH) degli Stati Uniti ribadiscono che nessun individuo può essere sollecitato al consumo anche moderato di bevande alcoliche, (figuriamoci minorenni) considerando il rischio che l’uso di alcool comporta per l’organismo. Inoltre gli individui che non bevono non possono e non devono essere sollecitati a modificare il proprio atteggiamento”. Alla luce di questi dati, concordo con il sindaco di Milano Letizia Moratti poiché ritengo di fondamentale importanza la realizzazione di un programma che intervenga adeguatamente per prevenire i danni dell’alcoolismo. La campagna del primo cittadino ambrosiano contro l'abuso di alcol ha proprio il compito di promuovere dei comportamenti e stili di vita coerenti con il mantenimento di un buono stato di salute. Pertanto non ritengo affatto che tale campagna di uso consapevole e misurato di bevande alcooliche possa in qualche maniera ledere l’economia vinicola del nostro territorio. Tutelare e proteggere la nostra salute e quella della nostra famiglia è insieme un diritto e un dovere. Difficilmente però cambieremo la qualità della nostra vita se non impareremo sempre più a proteggerci in prima persona, per noi stessi e per i nostri cari. E poi, quando mai proibire con la finalità dell’educare è mai stato da rigettare come metodo pedagogico volto alla correzione di ciò che può nuocere alla sana crescita di un giovane: non credo che la mia generazione o quelle vicine alla mia, sia cresciuta stupida o traumatizzata dai divieti dei nostri genitori. Oggi, col senno del poi, ringrazio quei “no” educativi che hanno contribuito alla crescita formativa di soggetti con una coscienza civile adeguata per affrontare con dignità le difficoltà che l’esistenza ci pone ogni giorno dinanzi. Per fare questo, per potere scegliere stili di vita e comportamenti “sani” dobbiamo essere informati e perciò consapevoli. La consapevolezza può spingerci al cambiamento e il cambiamento è necessario per ridurre i nostri comportamenti a rischio. I giovani sono la nostra risorsa per il presente, la nostra speranza di sopravvivenza. E proprio i giovani sono i bersagli di falsi modelli di vita, di dati falsi, di sostanze tossiche reclamizzate nei modi più subdoli e abietti. I giovani spesso non hanno abbastanza forza per dire di no, temono di non integrarsi nel gruppo di rimanere “fuori”. Pertanto è bene che la legge tuteli quegli adolescenti ancora in formazione con una personalità non definita, facile preda di tentazioni forti e talvolta subdole. Sicuramente l’età anagrafica non sarà sempre indice di maturità; poco importa, ciò che è rilevante è il fatto che il “divieto” metta dinanzi a ciascuno la propria responsabilità morale e civile. Certo probabilmente ciò che è vietato diventa maggiormente anelato, ma sono convinto che i segni tangibili di cambiamento non lasceranno indifferente l’intera società civile.
Prof. Danilo Di Maria

domenica 19 luglio 2009

Condoglienze dell'A.G.I. ai familiari delle vittime

Anche io mi sento resposabile dell’incidente che ha provocato la morte delle 4 donne di Mazara del Vallo e mi sento responsabile perché abbiamo trasformato la nostra società in qualcosa di orrendo e invivibile e permettiamo a tossicodipendenti di guidare un auto in maniera indisturbata e senza che nessuno fa niente. Anche io mi sento responsabile, da rappresentante di un associazione giovanile, Associazione Giovani Insieme, perché non mi sono impegnato troppo per risolvere il problema della sicurezza nelle strade e per far un po’ di sensibilizzazione tra i giovani. Anche io mi sento responsabile perché se mesi addietro scrissi una lettera al prefetto per chiedere maggiori controlli e ho notato che questi controlli non sono mai arrivati, dovevo insistere e far si che in Mazara del Vallo le forze dell’ordine badino in maniera attenta ai fattori devianti di una società perversa. E se oggi un giovane della mia stessa età, con problemi di tossicodipendenza, si mette alla guida di un autovettura, uccide 4 persone e va via, allora, anche io mi sento responsabile perché ho sottovalutatoil fattore morale di ogni giovane la vita e l’altruismo al centro della nostra esistenza. Oggi il nostro paese è in lutto e ancor di più si devono sentire in lutto tutti i giovani della nostra città e iniziare un percorso di risanamento dei valori vitali ed esistenziali. Condoglianze dal presidente dell’A.G.I. “Associazione Giovani Insieme", Agate Cipriano e da tutti i componenti alla famiglia distrutta.

Cipriano Agate

sabato 18 luglio 2009

Mazara, auto sbanda e uccide 4 donne

Un'intera famiglia è stata distrutta in un incidente stradale avvenuto a Mazara del Vallo, nel Trapanese. Quattro donne sono morte - una madre, le sue due figlie e la nipote - e altre quattro persone, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare, sono rimaste ferite. Il pirata della strada che ha causato l'incidente è fuggito via senza prestare soccorso alle vittime e, dopo la notte, è stato fermato da polizia e carabinieri. L'incidente è avvenuto in via Vaccara, alla periferia della città. Le vittime sono Susanna Siragusa, 83 anni, le figlie Filippa Andreani, 50 anni e Alda Andreanni, 48 anni e la nipote dell'anziana, figlia di Filippa Andreani, Concetta Li Mani, 32 anni.Nell'ospedale Abele Ajello sono ricoverati, due bambini, figli di Concetta Li Mani, una delle vittime, il padre della donna, Giuseppe Li Mani, e Antonino Ranti, marito di Alda Andreani, anche lei deceduta.Le vittime erano davanti alla porta di casa, a pochi metri dalla strada, a prendere il fresco, quando sono stati investiti dall'automobilista alla guida di una Golf. Il guidatore, pluripregiudicato e con problemi di droga, andava a folle velocità e avrebbe perso il controllo del mezzo, piombando sulla corsia opposta, salendo sul marciapiedi e travolgendo otto persone.
da Tgcom Mediaset

Le parole spesso e volentieri non sono sufficienti ad esprimere ciò che realmente si prova di fronte ad una simile notizia: in merito alla tragedia avvenuta nella serata di ieri, lo staff di Sosta-Vietata, i relativi amici, conoscenti e lettori, affranti e sconfortati dal dolore dei familiari, esprimono la loro piena solidarietà. Nel ricordo delle vittime e nel rispetto del lutto cittadino nella giornata di Lunedì lo staff interromperà per ventiquattro ore eventuali pubblicazioni.