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domenica 30 maggio 2010

Buon compleanno Sosta Vietata!

Mese di Maggio. Una sera qualunque. Si discute di politica. E anche del più e del meno. Ivano è in preda ai suoi turpiloqui. Qualcuno si addormenta. Qualcuno gli fa cenno con la testa. Ricordi di sprechi locali e accuse alle spese folli di politici storici. “OoOoOoOoOh..ma tu lo sai?!?! I parlamentari ricevono soldi pure per il loro funerale!”. Tra cenni di fantapolitica che partono tutti paradossalmente dall’antipolitica, si finisce sempre per urtare con la triste realtà: né fanno né lasciano fare! Quello che più colpisce nel giro di pochi minuti sarà il contenuto di una lettera anonima: tale Chuck Norris. Qualcosa di diverso dal passato, di particolarmente elaborato. Nessun inciucio amoroso. Nessuna vita privata ai quattro venti. Mezze accuse. Mezze verità. "Cosa importa il diritto di raccontare se poi quando si può scegliere di parlare non lo si è mai fatto?". Quelle idee non potevano rimanere davanti ad una bottiglia di birra. Da lì a poco sarebbe nato “Sosta Vietata”.
A distanza di un anno non è così semplice guardare al passato, ripensare a ciò che è stato, ciò che la città ci ha tributato, gli amici aiutato a costruire, gli oppositori (non pochi per la verità, ma tutti velati da un irritante finto buonismo) svilito, denigrato, svuotato. Non è facile guardare ad un anno di impegno teso all’affermazione dell’idea propria quanto degli altri di “bene per tutti”, senza compromessi, senza ambiguità e senza odori nauseabondi di arrivismo in chissà quale scranno del “mondo politichese-politicante”.

E’ il 19 Giugno: tempo di bagarre elettorale. La sfida alla cultura politica ha inizio. Piazza della Repubblica, Piazza Mokarta: un’esperienza da non consigliare ai deboli di cuore; nessuno avrebbe mai immaginato o avuto il coraggio di ardire ad una simile iniziativa: indossare i baffi tanto cari al nostro sindaco e sfidare la folla acclamante. Goliardia, ingenuità o stupidità? Volevamo colpire. Così fu… Anche se quella sera rischiammo seriamente di essere menati selvaggiamente dal vecchietto “incazzato” di turno e dai supporters della candidata sconfitta. E’ cosi che Sosta Vietata assunse la definizione, ben presto sorretta e corroborata da prese di posizioni decisamente più impegnative e lontane dall’ipocrisia di alcuni media locali, di “gazzettino satirico”. L’attacco fu lanciato stavolta ai cittadini non eletti che se in campagna elettorale avevano promesso il mondo, adesso a quel mondo dovevano rimanere coerenti. E non solo: in piena estate si scelse di prendere posizione anche nei confronti di quei consiglieri, autori di un gioco di schieramenti che aveva si portato all’elezione di Pietro Marino, quale presidente del Consiglio Comunale, ma di fatto aveva sfalsato completamente la maggioranza prevista dalla legge e che d’altronde i cittadini avevano votato.

Disastrosa stagione estiva? Lastre di marmo rubate sul lungomare S.Vito? Devastazione di Tonnarella ad opera delle prime piogge autunnali? “Ma con tutti i problemi che ci sono, proprio di questo dovete parlare?” Ma anche si! Abbiamo discusso di argomenti di piccola caratura, cercando di non essere scevri dai grandi impegni: chi sarà mai il referente politico della distilleria Bertolino nella nostra città? Un argomento, secondo alcuni, più grande di qualsiasi legittima aspirazione a cui noi potessimo puntare. E poi quel pomeriggio del 7 Gennaio una delle più grandi “vittorie”: le scabrose immagini di Telejato direttamente da Pino Maniaci, colui che proprio della lotta all’inquinamento della distilleria ne ha fatto un modus operandi. Ecco che Sosta Vietata entra in una dimensione differente: non è più “questo” o “quello”. Il blog è tutto quello che serve, tutto che quello che con umiltà continua ad essere da questa parte del problema, e che fa politica ma non è politica, onorando un impegno che noi dello staff ormai un anno fa abbiamo preso con noi stesso prima che con gli altri, non scivolando mai dall’essere amici di tutti all’essere asservito a qualcuno. Libertà di dire, di fare, di pensare, di opporsi a tutte quelle contraddizioni insite negli interessi grigi della nostra terra, che in qualche modo stiamo cercando di ripulire con le firme disinteressate dei cittadini. La speranza ad oggi è che Sosta Vietata possa rappresentare più di ogni altra cosa un sentimento che risvegli quel senso civico da anni ormai assopito sotto un disfattismo quasi assoluto. Perché spesso cercare risposte è meglio che farsi domande.

Lo staff di Sosta Vietata

giovedì 27 maggio 2010

Ricerche petrolifere: dubbi del WWF Val di Mazara

Il WWF Val di Mazara, con riferimento alle attività di esplorazione per la ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in atto nella zona di mare ad alta concentrazione naturalistica contigua alle isole Egadi, Pantelleria, fino a Sciacca (estesa circa 4300 km quadrati) comunica quanto segue: "Mentre il petrolio che fuoriesce dai fondali del Golfo del Messico sta causando una tra le più gravi catastrofi ambientali mai verificate con danni incalcolabili agli ecosistemi ed alle economie delle popolazioni costiere, la multinazionale Shell è stata autorizzata dal nostro ministero per lo sviluppo economico alla ricerca del petrolio nel nostro mare. Già lo scorso anno anche la società Northern Petrolium ha avuto modo di impegnare alcune motonavi per la stessa ricerca tra Pantelleria e Marettimo. Mentre da tempo si parla di moratoria alle piattaforme per tutto il Mediterraneo il governo centrale concede autorizzazioni a queste ricerche in un mare cui si muove già il 30% di traffico di petrolio e dove in caso di disastro ambientale simile a quanto accaduto nelle Americhe le conseguenze sarebbero ancora più devastanti, considerato che si tratta di un “mare chiuso” per il modestissimo ricambio. Bisogna ricordare d’altronde che gli incidenti su piattaforma non sono poi così rari: si parla di ben 20 in 20 anni.
E’ per questo motivo che il WWF Val di Mazara intende richiamare l’attenzione dell’amministrazione locale e dei comuni limitrofi, dell’opinione pubblica, dei rappresentanti parlamentari regionali e nazionali del nostro territorio sulla necessità di salvaguardare il delicato ecosistema del mare Mediterraneo facendo sentire una voce forte e chiara nelle sede opportune."

Il Presidente del WWF Val di Mazara
Salvatore Rallo

giovedì 29 aprile 2010

"Sicilia, musica nel tempo": 300 alunni in concerto

Venerdì 04 Giugno c.a., alle ore 18.30, presso l’affascinante “Sistema delle Piazze” di Castelvetrano – Selinunte (TP), i dirigenti scolastici proff. Vincenzo Liotta, Giuseppe Ancona, Giulia Flavio, Rosanna Conciauro, Tania Barresi e Francesco Fiordaliso presenteranno alla cittadinanza un (insolito) concerto di fine anno che vedrà protagonisti sei scuole di diverso ordine e grado. Il progetto musicale in Rete, denominato “Sicilia, musica nel tempo”, è stato programmato con il contributo dell’Assessorato Regionale Beni Culturali, Ambientali e Pubblica Istruzione Dipartimento Pubblica Istruzione, grazie alla L. R. 44/85. Scuola pilota del progetto è la Scuola Secondaria di Primo grado “Vito Pappalardo” ad indirizzo musicale di Castelvetrano con il dirigente scolastico prof. Vincenzo Liotta che ha coordinato le attività mentre le scuole che fanno parte della Rete sono la Direzione Didattica “S. Giovanni Bosco” di Campobello di Mazara il I, II, III Circolo Didattico e il Liceo Psicopedagogico di Castelvetrano. Il concerto, realizzato in collaborazione con i Comuni di Castelvetrano e di Campobello di Mazara, coinvolgerà circa 300 alunni i quali si esibiranno con brani di diverso genere; il repertorio è stato un’occasione per creare anche un raccordo con il territorio attraverso brani legati alla tradizione della Sicilia. Il programma inizierà con l’Inno di Mameli e si concluderà con l’inno scolastico “Vieni anche tu” (musica di Francesco Federico e testo di Laura Cacciatore, Filippo Terzo e Massimiliano Ramo), eseguiti in forma corale e strumentale da tutti gli alunni delle scuole, mentre il resto del programma vedrà alternarsi sul palco 5 scuole con diversi brani, ciascuna in forma corale e sarà accompagnata dall’orchestra del corso ad indirizzo musicale della scuola “V. Pappalardo” (sesta scuola); le esecuzioni saranno arricchite da coreografie mettendo in risalto anche gli abiti della tradizione folkloristica siciliana. L’orchestra scolastica sarà diretta dai docenti di Strumento proff. Francesco Federico, Massimiliano Ramo, Filippo Terzo e Maria Rosa Gervasi mentre le attività corali sono state condotte dalle Insegnanti delle scuole in rete. Il progetto musicale è stato curato tecnicamente dal prof. Francesco Federico. I dirigenti scolastici evidenziano come la musica può diventare anche a scuola veicolo di cultura, infatti, il progetto ha permesso di effettuare attività di ricerca, di confronto, scambio di conoscenze, condivisione di percorsi metodologici col fine di riscoprire l’evoluzione nel tempo della musica in Sicilia permettendo ai discenti, inoltre, di riscoprire il proprio territorio, la sua civiltà, le sue tradizioni, di crescere artisticamente e culturalmente, arricchendo di conseguenza la loro formazione globale.


martedì 13 aprile 2010

Raccolta firme contro il "caro autobus"

Nel ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto nelle giornate di Sabato e Domenica 10-11 Aprile (in particolar modo Danilo Vellutato, Giacomo e Angela Anselmo, Giampaolo Caruso, Matteo Resta, Cipriano Agate, Leandro Bianco, Gaspare Zelante, Francesca Incandela, Gabriele De Biase, Rosita Messina e Cristina Marino), lo staff del blog Sosta Vietata comunica che il risultato della raccolta firme tenutasi nella via Guido Dorso e in C.so Umberto I, è da ritenersi quantitativamente abbastanza soddisfacente (abbiamo superato abbondantemente il migliaio): un plauso va anche alle autorità politiche che hanno sottoscritto la petizione, incentivando quanto di buono si sta cercando di portare avanti. Forte è però il rammarico se si pensa che l’interesse è stato notevole per lo più dalle fasce adulte della popolazione locale, dimostrando ancora una volta che i “giovani” di questa città hanno serie difficoltà nell’affrontare delle battaglie, che riescono a condividere esclusivamente nella sfera del privato. La raccolta firme prosegue comunque nelle prossime settimane a Mazara presso “Frenesia” e “Zelcan Pizza” in via Madonna del Paradiso, Sala Giochi “All In” in via San Pietro, “Le Sac” in via Garibaldi e “Orologeria Nozzetti” in via Vittorio Veneto.


domenica 28 marzo 2010

Altri uomini, altra pasta

Parlare di Sandro Pertini non è di per se facile e spero con queste parole e con la mia modestissima persona di non intaccarne minimamente la figura, la memoria e ciò che per ognuno e che per tutti ha rappresentato. La mia vuole semplicemente essere una riflessione, un pensiero di stima nei confronti di un uomo che se oggi fosse in vita, valutando la situazione politica attuale, probabilmente sarebbe ricorso alle armi perché dalla vergogna si sarebbe tolto la vita.
Sandro Pertini fu il settimo presidente della Repubblica Italiana, eletto alla sedicesima votazione con la più larga maggioranza mai registrata 832 voti su 995. Pertini è il presidente della repubblica più amato di sempre ed è stato da tutti riconosciuto come una barriera contro corruzione, criminalità e scandali. Pertini è uno dei pochi casi in cui, nella funzione istituzionale, l’ultimo pensiero di chi lo ascoltava era la sua provenienza politica o la sua militanza partigiana, nessuno si sarebbe mai sognato di mettere in dubbio la correttezza e la lealtà di ciò che diceva. Lui, più di altri, seppe concentrare su di se le simpatie e la stima degli italiani, TUTTI. Lui simbolo italiano.
Su di lui Indro Montanelli: “Non è necessario essere socialisti per amare Pertini, qualunque cosa egli dica o faccia ODORA SEMPRE DI PULIZIA, DI LEALTA’ E DI SINCERITA’”.
Già, pulizia, lealtà e sincerità, parole per lo più sconosciute ai politici di oggi (ahimè giovani inclusi) che siedono in ogni ordine, posto e grado. Esiste ancora un’ideologia (socialismo, comunismo,ecc) di fondo? Esiste l’attaccamento alle istituzioni? Esiste un etica morale? Ed allora in base a cosa e come ognuno di noi sceglie la persona che lo rappresenterà? Su cosa siamo disposti a chiudere un occhio? Se fossimo a “Chi vuol essere milionario” sarebbe la domanda finale, quella della vittoria, quella del milione.
A me piacciono le persone dirette che non fanno vittimismo, che non rigirano troppo i discorsi, più sostanza che forma, che per esprimere un concetto usino soggetto,verbo e complemento. Viene fuori il semplice “chi fa cosa”, le famose 3 parole chieste da una nota canzone. I politicanti (i politici sono un’altra cosa) usano troppi aggettivi e pochi verbi, se non nessun, e nelle nostre realtà (siano esse nazionali che locali) di questi esimi personaggi ne abbiamo a iosa, noi poi, facciamo il resto. Con il mezzo può potente al mondo (se usato correttamente e liberamente) IL VOTO, il nostro voto che da semplice consenso in una perfetta equazione si fa legittimazione. In tal modo investiamo di responsabilità degli uomini che di conseguenza si trasformano in simboli, i nostri simboli. Ed allora può Cuffaro essere un simbolo? Può Mastella essere un simbolo? Può Berlusconi essere un simbolo? Posso costoro essere simboli di pulizia, lealtà e sincerità? Sebbene talvolta questo concetto abbia forma astratta ecco come Pertini ebbe a dimostrarlo.
Il 30novembre 1929, durante il periodo fascista, Pertini fu condannato dal Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato. Durante il processo rifiutò di difendersi, non riconoscendo l'autorità di quel tribunale considerandolo solo un'espressione di partito, esortando invece la corte a passare direttamente alla condanna già stabilita. Durante la pronuncia della sentenza si alzò gridando: “Abbasso il fascismo! Viva il socialismo!!”
Già di per se tutto ciò basterebbe ad imprimere un marchio indelebile sulla qualità della persona, sull’ALTA QUALITA‘ MORALE di Sandro Pertini ma si sa, la mamma è sempre la mamma. A seguito della condanna, la madre chiese al tribunale la grazia per il figlio, di contro Pertini così rispose: “Perché mamma, perché? Qui nella mia cella di nascosto, ho pianto lacrime di amarezza e di VERGOGNA, mi sento umiliato al pensiero che tu, sia pure per un solo istante, abbia potuto supporre che io potessi abiurare la mia fede politica pur di riacquistare la libertà.
Una fotografia cioè, della politica cittadina. Ricordo di molti consiglieri e/o politici che per il proprio credo non si sia battuto così tanto da passare subito sulla sponda opposta salvo poi tornare indietro magari usando “la chiatta”, non accorgendosi però che il fiume è ormai petrolio e che la tecnologia ha fatto ponti e imbarcazioni. Parafrasando, se pur lecito il ravvedimento dell’argomentatio politico maturato col tempo, è davvero offensivo per colori i quali chiedono di essere amministrati (i comuni cittadini) fare i saltimbanco (innumerevoli) da una posizione politica (di partito o di opposizione/maggioranza) e poi magari tornare sulle proprie iniziali posizioni. Ciò, nostro malgrado, avviene poiché i tessitori della trama, vuoi o non vuoi, son sempre gli stessi, sostituiti degnamente dal figlioccio politico di turno che a sua volta diverrà padre politico di qualcun altro in un vortice di malcostume morale e politico dettato dal potere del controllo che non avendo occhi che per questo, non puoi volgere lo sguardo verso ciò che gli amministrati, i mal amministrati, chiedono di risolvere e cioè la quotidianità. La nota veramente triste è che spesso in queste centrifughe politiche i giovani arrivisti sguazzano, giovani che pensano vecchio, giovani sulla carta. La gente vive di simboli, ma in quanto tale, il simbolo deve dell’onestà, della sincerità, della libertà e della sua moralità non farne marchio e/o bandiera sul caso singolo ma sulla quotidianità.
Chiudendo, vi lascio col pensiero principe in cui è raccolto l’autorevole l’uomo Pertini e con un audio documento.
Pensiamo da uomini, pensiamo liberi, pensiamo giovane.
- “Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare” e poi ancora “la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero”



Matteo Resta

giovedì 25 marzo 2010

WWF: “Nelle nostre case un pozzo di energia nascosta”

Il gesto di spegnere la luce per un'ora il prossimo 27 marzo dalle 20.30, simbolo dell'efficienza energetica di cui il nostro paese ha sete.

Mancano appena 2 giorni all’Ora della Terra, l’evento mondiale del WWF che vedrà migliaia di città e monumenti di 120 paesi spegnersi per un’ora richiamando l’attenzione sui problemi del clima, sull’utilizzo dell’energia sostenibile e sugli stili di vita dei cittadini ‘a basso consumo di carbonio’. La grande partecipazione all’evento anche quest’anno dimostra come l’umanità sia determinata a ottenere un mondo che riduca drasticamente le emissioni di CO2, alla base del riscaldamento globale e chiedere uno sforzo straordinario e collettivo per vincere la più grande sfida ambientale del nostro tempo. Ed in questa occasione si fa il punto anche sull’energia ‘nascosta’ che potrebbe ridurre ulteriormente lo spreco di consumi del nostro paese. Infatti, se gli oltre 20 milioni di abitazioni esistenti in Italia fossero messi in efficienza, si potrebbe recuperare l’equivalente di energia prodotta da 8 centrali nucleari (17 Mtep – milioni di tonnellate equivalenti di petrolio) e risparmiare in atmosfera la CO2 emessa da oltre 16 milioni di auto (metà del parco auto nazionale). L’inefficienza energetica nazionale è infatti calcolata al 55%: consumiamo mediamente 140 kWh al metro quadro annuo, quando si può arrivare tranquillamente fino a 40 kWh. In Italia il 30% della spesa energetica dipende dalle nostre case, che sono responsabili di circa il 27% delle emissioni nazionali di gas serra. Ogni famiglia di 4 persone consuma per la casa circa 1,8 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) all’anno, per l’uso di combustibili e di energia elettrica. Più della metà di tale consumo è assorbito dal riscaldamento. Inoltre, di tutta l’energia consumata in una stagione per riscaldare un edificio, una buona parte viene dispersa dalle strutture (tetto, muri, finestre) e una parte dall’impianto termico (rendimento). “Questi consumi possono essere drasticamente ridotti – ha dichiarato Stefano Leoni, Presidente del WWF Italia - Spegnere la luce per un’ora in occasione dell’Earth hour – Ora della Terra è un gesto simbolico, ma è un’occasione per pensare quanto possiamo fare”. Si possono facilmente introdurre sistemi di contabilizzazione del calore nei condomini con impianti centralizzati, o applicando le valvole termostatiche ai radiatori”. Quanto ai costi - come calcolato cda Cremonesi consulenze, partner tecnico della campagna GenerAzione Clima del WWF - la spesa per un intervento medio a famiglia va dai 3 ai 5mila euro che, al netto degli sgravi fiscali (55%), si ammortizzano nell’arco di 4-5 anni. Riducendo le dispersioni e utilizzando apparecchi ad alta efficienza, ad esempio, ogni famiglia può risparmiare dal 20 al 40% delle spese per riscaldamento, con notevoli vantaggi per il bilancio economico familiare e per l’ambiente. Per migliorare l’efficienza energetica è inoltre fondamentale lavorare sugli involucri degli edifici oltre che sugli impianti, che poi è il meccanismo base del sistema ESCo. Le Energy saving company intervengono sugli impianti, anticipando i soldi dell’intervento e guadagnando sull’effettivo risparmio ottenuto in bolletta.
E’ stato calcolato che i grandi agglomerati urbani siano responsabili del 70-80% delle emissioni globali di CO2. E non è prevista un’inversione di tendenza visto che un sempre maggior numero di persone si sposterà dalle zone rurali verso le città: le stime ci dicono che nei prossimi 30 anni, 1,7 miliardi di persone andranno a vivere nelle grandi città in Asia e Africa, con conseguenze inimmaginabili e nuove sfide da cogliere soprattutto nel settore energetico. Il risparmio e l’efficienza energetica diventeranno un imperativo imprescindibile, come pure la necessità di investimenti in infrastrutture sostenibili (calcolati tra i 20-30 trilioni di dollari da un report diffuso in questi giorni dal WWF Svezia).
Anche per l’edizione Earth Hour 2010, numerose aziende hanno scelto di aderire all’evento di punta del WWF sul tema dei cambiamenti climatici, tramite diverse modalità di attivazione che prevedono lo spegnimento delle sedi e il coinvolgimento di dipendenti, clienti e fornitori. Tra le aziende che hanno aderito ad Earth Hour vi sono partner come il Gruppo Unicredit e aziende che supportano la campagna Generazione Clima tra cui il Gruppo Allianz, Sofidel e Domotecnica. Tutte hanno confermato il proprio impegno al fianco dell’Associazione, veicolando i messaggi legati ad Earth Hour e promuovendo presso i loro pubblici di riferimento l’invito ad aderire all’evento. Come l’anno scorso, la catena di hotel Starwood realizzerà una serie di iniziative di sensibilizzazione, come la riduzione dell’illuminazione, cene a lume di candela per i clienti e menu a KM0, mentre Leroy Merlin promuoverà all’interno dei propri punti vendita iniziative di sensibilizzazione e sostegno della campagna WWF. Quest’anno infine, corposa l’adesione delle Piccole e Medie imprese italiane, che in centinaia hanno aderito all’evento in qualità di PMI per Earth Hour: queste aziende potranno proseguire il loro percorso a fianco del WWF attraverso la piattaforma Piccole e medie imprese per la natura (www.wwf.it/clubimprese).
L’evento centrale per il WWF si svolgerà a Roma: si spegnerà per la prima volta la Fontana di Trevi, una delle più celebri fontane del mondo: insieme ai volontari del WWF il Presidente onorario Fulco Pratesi e l’attore e regista Ricky Tognazzi spegneranno simbolicamente il monumento grazie ad un enorme interruttore. Anche il Planetario di Roma si spegnerà così come accadrà in tante città italiane che hanno aderito con alcuni dei simboli dell’arte e dell’architettura: la Mole Antonelliana a Torino, il castello Sforzesco a Milano, il castello Visconteo a Trezzo sull’Adda, il Palazzo Vecchio a Firenze, la Torre di Pisa e tutta la Piazza dei Miracoli, il Castello di Monteriggioni , Piazza Sant’Oronzo a Lecce, la Torre San Pancrazio a Cagliari e perfino l’Acquario di Genova. Sono circa un centinaio, tra piccoli Comuni e grandi città quelle che hanno aderito all’Ora della Terra. Non mancano iniziative ‘speciali’ come quella organizzata dal WWF di Livorno che ha coinvolto tutti i locali del centro della città per un suggestivo aperitivo a lume di candela o le visite ‘notturne all’Oasi di Burano, sempre in Toscana, per conoscere meglio il ‘popolo della notte’ come gufi, civette, anfibi , farfalle notturne. In Italia è sceso ancora una volta sul campo a fianco del WWF anche il Capitano della Roma, Francesco Totti con un messaggio: “Partecipare a Earth Hour sarà un modo per dare un segnale forte ai Grandi della Terra: i problemi climatici vanno affrontati subito e col massimo impegno per il bene dei nostri figli e delle generazioni future. Quindi, anche come papà di due bimbi, lo chiedo a tutti voi: aderite a quest’iniziativa, iscrivetevi sul sito del WWF e spegnete le luci quella sera. Un’ora al buio per accendere un messaggio di speranza. E per difendere l’unico pianeta che abbiamo”. Spenti per un’ora alle 20.30 locali 4 degli edifici più alti del mondo: il più alto in assoluto, il Burj Khalifa di Dubai (di 800 metri) insieme al Taipei 101 a Taiwan, la CN Tower di Toronto, il Willis/Sears di Chicago. E poi il Table Mountain a Cape Town, il Gran Palace di Bangkok, la Tokyo Tower, la Porta di Brandeburgo di Berlino. Per la prima volta si spegneranno la Città proibita di Pechino, il Ponte sul Bosforo, l’Angelo dell’Indipendenza in Messico. Negli Stati Uniti, una delle nazioni più significative per il tema clima, si spegneranno il Golden Gate, l’Empire State Building, il Monte Rushmore e persino le luci di Las Vegas. Anche alcune delle maggiori metropoli del mondo saranno al buio per un’ora, sottolineando il proprio impegno per lo sviluppo sostenibile e incoraggiando i propri cittadini nell’adottare pratiche a basso impatto di C02. A Londra si attenueranno le luci del London Eye, la grande ruota panoramica che campeggia lungo il Tamigi, così come il grande pannello luminoso della Coca Cola a Piccadilly Circus. A Monaco di Baviera, Allianz spegnerà l’avveniristico stadio Allianz Arena. Hiroshima sarà la prima città giapponese che mostrerà il proprio impegno nella lotta ai cambiamenti climatici spegnendo le luci del Peace Memorial. Il cosiddetto gruppo C40 è formato dalle città che rappresentano almeno il 75% delle emissioni globali di CO2 impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici è cruciale: la loro partecipazione a questa edizione dell’Ora della Terra è estremamente importante e significativa.
Ufficio stampa WWF Italia

domenica 7 marzo 2010

Ma il cielo è seeempre più blu...uh uh uh...?

Il titolo dell’articolo, forse lo state già canticchiando, è il titolo di una famosissima canzone di Rino Gaetano. Ma è, al tempo stesso, anche il titolo che ho dato al sogno che ho fatto qualche notte fa, dove le note e alcune delle strofe di questa canzone sono state protagoniste insieme ai cantanti … Eh si, un sogno. E si sa, i sogni vanno interpretati … Ricordo che passeggiavo in C.so Umberto. Era già a traffico limitato, ma riferito ai pedoni, perchè di automobili nemmeno l’ombra. Si perché … mi accorsi, dal “giornale” che avevo in mano, che il sogno era ambientato in un periodo molto indietro nel tempo. Insomma solo sognando avrei potuto essere presente a ciò che stavo per assistere. Continuando a camminare, di fronte a me l’Arco Normanno già illuminato. I miei passi si susseguivano e non avevo ancora incontrato anima viva. Solo una serie di acuti vocali mischiati a qualche nota mi indicavano di proseguire verso destra dove forse avrei trovato qualcuno. Fu così … Passo dopo passo arrivai davanti ad un portone molto grande. Non ero solo. C’era tutta la Città. A quel tempo quasi nessuno aveva la televisione e gli spettacoli si andavano a vedere dal vivo. Era il “31 Marzo 1946” e stava per cominciare lo spettacolo. Riuscii ad entrare e ad arrivare tra le prime file. La sala era bellissima. Penso restaurata da poco e, se pur conosciuta, vedevo la gente che vi entrava guardarsi attorno, come se per loro fosse la prima volta. Non era così. Una anziana signora a fianco a me si accorse che non ero “di quel tempo” e, sorridendomi in sincrono con la nipotina che teneva per mano, mi disse: “Tranquillo giovanotto, non è la prima volta che assistiamo a questo spettacolo!”. Mi ricordo che, arrivato infondo alla sala, per prima cosa diedi le spalle al palco scenico per dare un’occhiata al pubblico, nella speranza di trovare qualche volto familiare. Non fu come mi aspettavo perché le fisionomie non mi dicevano nulla, ma le espressioni parlavano chiaro. Erano tempi duri, per tutti. Carpì la mia attenzione “chi suda” andando a lavoro ogni santo giorno e “chi lotta” per riuscire a trovare un posto dove sudare per non doversi trovare insieme a “chi mangia una volta” o a “chi gli manca la casa” o, se anche ce l’avesse, a “chi vive da solo”, e verso l’uscita dalla sala ricordo che c’era “chi prende assai poco” e “chi tira le reti”. All’improvviso una voce spezzò la confusione creata da chi cercava posto e sempre la stessa anziana signora mi disse: “Accomodati giovanotto, lo spettacolo sta per cominciare!”. Ecco … Entrarono insieme tutti i cantanti, ognuno con la sua “band”, ognuno con il suo “gruppo musicale”, più o meno. Alcuni andarono a destra e alcuni a sinistra del presentatore che sul palco stava al centro e più in alto di tutti (primo applauso). Infine entrarono altri sei uomini, o meglio giudici, così ho sentito mormorare. A quanto si diceva in sala, ognuno di loro era esperto di un “genere musicale” (secondo applauso). Dulcis in fundo un Uomo entrò dalla porta principale, la stessa dalla quale ero entrato io. Attraversò la sala che lo applaudiva e gli stringeva la mano. A onor del vero non tutti lo applaudivano e non tutti volevano stringergli la mano ma, “a occhi e croce” circa il 70%. Si diresse vero il palco scenico, salutò i cantanti, il presentatore e infine si girò verso di noi in sala e salutò per l’ultima volta prima di sedersi in mezzo ai sei entrati prima. Eh si … “Chi scava tra i cuori” siede lì (terzo applauso). Mi spiegarono che oggi era il secondo ed ultimo giorno di spettacolo, alcuni gruppi si erano esibiti il giorno prima e che a quanto pare, stando alle voci di sala (in sala erano informatissimi), tra questi c’erano “chi ha vinto” innanzi tutto e anche “chi cambia la barca felice e contento”, “chi tutto sommato” combatte per prendere la nota giusta, “chi gioca col fuoco” perché ogni tanto la nota la sbaglia e il gruppo stona. Comunque sia, si erano già esibiti e adesso erano, insieme al pubblico, intenti ad ascoltare il prossimo gruppo che stava per esibirsi. Eccoli … Il “presentatore” passandogli il microfono disse: “Prego, cantate. Ne avete Facoltà!”. La platea li conosceva già … li aveva ascoltati mesi prima nei festival di piazza e non gli erano piaciuti, tant’è che si erano classificati per ultimi ma, a quanto pare, tra loro c’è “chi ha scarsa memoria”. L’anziana signora, vedendomi incredulo, mi avvicinò e all’orecchio mi sussurrò: “Devi sapere, giovanotto, che tra loro c’è “chi gioca a San Remo” ed è da otto mesi che si prepara per cantare. Nel frattempo tra gli altri del gruppo c’è “chi tira al bersaglio” ma, da quel che vedo non lo beccano mai, eppure è da un bel po’ che ci provano!”. Intanto cominciano a cantare … i toni sono leggeri … nemmeno il tempo di finire di pensarlo che si alzano i toni. La platea è attonita. Solo il presentatore è preso da quello che per lui è un canto … si vede lontano un miglio che tutto ciò … lo “tonifica”. La platea si alza … non è un’ovazione … è la fuga! Ordinato e composto il pubblico si allontana portando sottobraccio il mio stesso giornale; lo spettacolo è finito prima ancora di cominciare … L’anziana signora si affiancò a me mentre anch’io mi accingevo a lasciare la sala. La stessa cosa stavano facendo gli altri “gruppi musicali, i giudici e l’Uomo”. Tutti tranne uno. Solo io non riuscivo a riconoscerlo. L’anziana signora si accorse che lo guardavo e mi disse: “Non lo conosci? È il “manager del gruppo” ” ed io: “Il gruppo che ha vinto?”, e Lei: “No, di “chi ha perso” … Non vedi? Ha il volto di “chi ha fatto cilecca”, di “chi ha crisi interiori”, di “chi è morto d’invidia o di gelosia …” ”. Eravamo fuori dalla sala e con l’anziana signora e la sua nipotina facemmo due passi prima che svanissero nel nulla. Non mi spiegavo come mai sapesse tutte quelle cose e perché mai me le stesse raccontando. Ad un tratto tutto mi fu chiaro. Mi presentai prima di allontanarmi per la mia strada, e dissi : “E’ stato un piacere averla conosciuta … Ma, mi dica … Con chi ho avuto il piacere … ?” e Lei: "Piacere mio, sono la Signora Mazara … Mazara del Vallo e questa piccola bambina sono io quando rinascerò … Non so se crescendo sarò come mi vedi adesso o se sarò diversa … Questo dipende da Voi e dalla volontà di rispondere positivamente a questa mia domanda … Ma il cielo è sempre più blu, uh, uh, uh … ?”.

Giampaolo Caruso

venerdì 26 febbraio 2010

La piazza degli orrori

C’era una volta una piazza, quella principale di una città, che segnò la nascita della democrazia, nella sua funzione più nota, l’assemblea. C’era una volta un palazzo impertinente, creato modificando la storica visione di ciò che di bello era stato ideato, costruito e regalato alla gente. C’era infine una voglia palese tra la gente, quella di demolire l’orrenda creatura che definita come irriverente è stata spiegata al mondo come l’opera architettonica più oscena in assoluto. Questo è quanto c’era, c’è stato, abbiamo subito…E adesso?
Adesso alla storia di quella piazza mutilata da un ridicolo modernismo orrendo nella sua forma e nella sua sostanza, è stata data una revisione di quanto orribile era stato fin li prodotto. Peccato che a dare risposta siano stati soggetti che hanno coniugato alla bruttezza di un palazzo l’inadeguatezza di un arredo urbano senza senso per i più, e soprattutto atto a deteriorare una situazione già molto devastante per la città. Specificando che l’inchiesta che oggi pubblichiamo è solo il primo passo di un disegno più ampio teso a scorgere le responsabilità politiche di tale artefatto abbellimento della piazza della nostra città, vi dimostriamo a conti fatti come ci sono cose che non si possono comprare (l'intelligenza dei cittadini), per tutto il resto ci sono le amministrazioni comunali.

Le cifre esilaranti, che vi riportiamo, sono tratte dalla delibera di giunta municipale atto n.198 del 13/09/2007. Ricordiamo in ultimo che il finanziamento previsto ai sensi dell’art. 13 della L.R. n.6/2001 dell’importo pari a 361.519,82 € sia stato stanziato dall’Assessorato Regionale BB.CC.AA. per il rifacimento della facciata del Palazzo Comunale, successivamente reinvestito per qualcosa di decisamente differente. E com'è lecito l'ultima parola spetta a voi.

ACQUISTATE: n.8 panche
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): 4.451,63 € per ogni panca.
COSTO TOTALE: 35.613,04 €







ACQUISTATE: n.10 panche
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): 1.946,63 € per ogni panca.
COSTO TOTALE: 19.466,30 €



ACQUISTATE: n.26 fioriere (dim. max. 1060 x 439 mm, altezza 700 mm), n.15 fioriere (dim. max. 1500 x 621/1060 mm, altezza 550 mm), n.4 fioriere (dim. max. 1500 x 621/1060 mm, altezza 400 mm).
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): € 673,96 per ogni fioriera di dim. max. 1060 x 439 mm, altezza 700 mm; € 1.285,21 per ogni fioriera di dim. max. 1500 x 621/1060 mm, altezza 550 mm; € 1.147,71 per ogni fioriera di dim. max. 1500 x 621/1060 mm, altezza 400 mm.
COSTO TOTALE: 41.391,95 €

ACQUISTATI: n.12 cestini per Piazza della Repubblica e n.2 cestini per via dell’Orologio.
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): 1.201,59 € per ogni cestino.
COSTO TOTALE: 16.822,26 €





ACQUISTATE: n.2 bacheche monofacciali
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): 2.313,93 € per ogni bacheca.
COSTO TOTALE: 4.627,86 €







ACQUISTATE: N.2 stazioni multimediali
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): 11.918,93 € per ogni stazione.
COSTO TOTALE: 23.837,86 €
All’appello purtroppo manca UNA di queste stazioni multimediali; tral’altro l’unica presente risulta non essere mai stata messa in funzione.




ACQUISTATI: N.19 apparecchi calpestatali (n. 9 posizionati lato palazzo Vescovile, n.10 lato Seminario)
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): 2.751,43 € per ogni apparecchio posizionato lato palazzo Vescovile, 1.573,93 € per ogni apparecchio lato Seminario)
COSTO TOTALE: 40.502,17 €

ACQUISTATI: n.28 dissuasori
COSTO DELL’OPERAZIONE (compreso di manodopera e utile impresa del 25%): 2.391,89 € per ogni dissuasore.
COSTO TOTALE: 66.972,92 €

giovedì 25 febbraio 2010

E io pago!

L’Autoservizi Salemi da anni rappresenta per i cittadini di Mazara del Vallo (e delle città limitrofe) uno dei pochi mezzi a disposizione con i quali raggiungere il proprio posto di lavoro e il polo universitario di Palermo. E’ un via vai continuo di gente, quello che nel fine settimana, subito dopo il rientro in città, si reca in agenzia e acquista il consueto tagliando numerato per la settimana successiva. Ma da qualche giorno i conti non tornano! Rimasto invariato per un po’ di tempo il prezzo del biglietto ha subito ancora una volta un incremento di 0,20 centesimi, a fronte di un prezzo già non indifferente di 8,10 €. Ed è per questo motivo che noi di Sosta Vietata, indispettiti dalla situazione e contattati telefonicamente da parecchi ragazzi, ci siamo rivolti direttamente all’Ufficio Reclami dell’Azienda, per capire cosa sta alla base di questa inflazione. Tempestiva la risposta da parte del sig. Gaspare Marino, che lasciamo alla vostra lettura. Fermo restando che questo rappresenta solo un primo piccolissimo passo, nei prossimi giorni continueremo a monitorare la vicenda. Come sempre, la parola a voi.


Da:
Sosta Vietata [mailto: sostavietata.blog@gmail.com]
Inviato: lunedì 22 febbraio 2010 19.15
A: urp@autoservizisalemi.it
Oggetto: Richiesta ragguagli sull'aumento del prezzo del biglietto

Spett.le Direzione de "Autoservizi Salemi",
rappresentiamo Sosta Vietata, un blog di opinione e informazione su Mazara del Vallo, redatto da tre ragazzi universitari (Ivano Asaro, Alberto Tumbiolo e Francesco Iannazzo) che settimanalmente utilizzano i vostri mezzi per potersi recare nel paese (Palermo) dove studiano. In questi giorni, a seguito di un ulteriore aumento di 0,20 cent sul prezzo del biglietto, ci sono pervenute parecchie missive di protesta a riguardo di questa situazione per la quale anche noi ci sentiamo in dovere di ricevere una risposta in merito e di conseguenza poterla dare anche ad altri. Volevamo pertarto sapere, qualora ovviamente fosse possibile, capire le ragioni di questo improvviso aumento del prezzo del biglietto. In attesa di un Vs cortese riscontro, porgiamo
Distinti Saluti


Da: Gaspare Marino [mailto: ********@autoservizisalemi.it]
Inviato: martedì 22 febbraio 2010 13.06
A: urp@autoservizisalemi.it
Oggetto: R: Richiesta ragguagli sull'aumento del prezzo del biglietto

Egr. Sigg.ri di "Sosta Vietata"
la ns. società, come tutte le aziende pubbliche e private della Regione Sicilia che gestiscono servizi pubblici locali (TPL) in applicazione della L:R: n 19 del 22/12/2005 hanno stipulato con L'Assessorato Regionale Turismo e Trasporti della Regione Siciliana un contratto di servizio provvisorio per la gestione dei servizi pubblici di linea urbani ed extraurbani. La politica tariffaria dei servizi di TPL è determinata dalla Regione Siciliana Assess. al Turismo e Trasporti (oggi Infrastrutture e Trasporti) ed infatti, con D.A. n. 83 del 22/12/2009 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia l'Assessore regionale ai Trasporti ha ritenuto di dover procedere alla definizione annuale dei criteri di politica tariffaria del TP esercitato con autobus, determinando l'aggiornamento delle tariffe per l'intero trasporto della Regione siciliana (servizi urbani, extraurbani e servizi di collegamento aeroportuali) sulla base delle variazioni percentuali dei prezzi al consumo riferite ai periodi dicembre 2007-nov. 2009. Le nuove tariffe sono entrate in vigore l'1/2/2010 (biglietti c.s. ed a.r.) mentre per gli abbonamenti entreranno in vigore dal 1° agosto 2010.
Rimaniamo a Vs. disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti mentre l'occasione ci è gradita per porgere distinti saluti.

sabato 23 gennaio 2010

Uniti si può!

Il gruppo "UNITI PER L’AMBIENTE", costituito dalle Associazione, Comitati e Movimenti:
- Io non pago il pizzo, e TU?
- C.S.I. Comitato Studenti Imbattibili
- Comitato Cittadino per il Trasmazaro
- Circolo Legambiente “Fatamorgana” Mazara
- W.W.F. Sezione Mazara
- Sosta Vietata
- MEDIdonne - Donne Mediterranee
- CPA - Caccia, Pesca e Ambiente
- Guardie Ambientali
- G.I.V.A. Gruppo Internazionale Volontariato Arcobaleno
- G.E.M. - GIOVANI EMERGENTI MAZARESI
- Movimento Giovani di Liberi
- Movimento Femminile di Liberi
- Associazione Giovani Insieme
- I rappresentanti d’istituto delle Scuole Medie Superiori

riunitosi in assemblea, ha deciso di organizzare per Sabato 30 Gennaio 2010 una manifestazione di civile protesta per ribadire il proprio NO allo scarico dei fanghi–fertilizzanti prodotti dalla lavorazione industriale della distilleria di Partinico nel territorio di Mazara del Vallo. Si chiederà l’adesione dei partiti politici, dei sindacati, delle associazioni di categoria, degli studenti di ogni ordine e grado, della comunità degli extracomunitari regolari e di tutti i cittadini mazaresi e campobellesi. Saranno invitati inoltri tutti i politici comunali, regionali, nazionali del nostro territorio. Anche per questo la scelta è caduta sulla giornata di Sabato, affinché essi non abbiano l’alibi di qualche “improrogabile impegno istituzionale precedentemente assunto”.

Programma della giornata:
ore 8.30-9: Raduno in piazza della Repubblica
ore 9.30: Partenza del corteo e sfilata per le vie della città: Piazza Mokarta, Corso Armando Diaz, Via F.Maccagnone, Piazza Alcide De Gasperi, Via Vittorio Veneto, Via S.Maria di Gesù, Via F.Gioia, Ponte Nuovo (Stadio), Via Diodoro Siculo, Ponte Vecchio, Via P. Mattarella, Via G.G. Adria, Piazza Regina, Molo Comandante Caito, Lungomare G.Mazzini, Via S.S. Salvatore. A seguire i manifestanti confluiranno in Piazza della Repubblica per le battute finali.

Il portavoce
Giacomo Anselmo