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giovedì 9 luglio 2009

Dal G8 dell’Aquila tre grandi insegnamenti: coinvolgimento popolare, rispetto ambientale ed estensione del benessere a fasce più ampie di popolazione.

Quello che dall’8 luglio si sta celebrando nel capoluogo abruzzese devastato dal terremoto, è forse il più significativo evento che questo paese abbia saputo creare negli ultimi anni insieme alla proposizione della rogatoria mondiale sulla pena di morte, attribuibile al precedente governo. L’attuale summit tra i potenti della terra va al di la del mero incontro , della pura apposizione di firme su trattati da ratificare: infatti se le aspettative non saranno disattese questo G8, grazie alla spinta che proviene dall’attuale crisi economica mondiale, stringerà su tre grandi temi che dovranno essere il monito per ogni cittadino di questo pianeta: coinvolgimento del popolo nelle decisioni, e non delle masse strumentalizzate, rispetto e sviluppo di una nuova coscienza ambientale sia in senso protezionistico che nell’ottica di una giusta progressione delle energie pulite ed infine allargamento delle fasce abbienti per una più omogenea divisione delle ricchezze sul nostro pianeta. Tutto ciò sembra concretarsi con scenari che fino a qualche anno fa sembravano surreali: un nero presidente della più forte nazione del mondo(USA), seduto vicino al primo ministro russo che a sua volta guarda non più con diffidenza alla vicinanza politico-economica franco-tedesca, ma anzi ne coglie motivi di positivo interesse. Naturalmente l’attuazione di tali propositi sarà ardua, lunga e dispendiosa in quanto dovrà passare da territori particolari come l’Iran, la Cina, e stesse realtà americane ancora legate a visioni obsolete rette da conservatori, ma come suol dirsi <chi ben comincia è a metà dell'opera>. E se fondamentale è quello che all’Aquila viene detto, basilare, per non rimanere indietro o peggio venire schiacciati dai fatti, è seguire queste linee guida poste in essere dal summit. Pertanto anche la nostra città deve muoversi in tal senso. L’ormai archiviata campagna elettorale ha dimostrato che il popolo ha voglia di scendere in piazza, ha voglia del coinvolgimento che fa parte della politica vera, a testimonianza che dai cittadini bisogna partire per cogliere le istanze reali di cui si sente maggiore bisogno. Ma questa città deve anche avere il coraggio di superare le paure dovute alla criminalità e alle malversazioni passate e guardare con occhio interessato alle nuove tecnologie energetiche, perché se capitale del mediterraneo vogliamo diventare, di certo non possiamo farlo legati alle lampade ad olio. Infine bisogna intraprendere la strada dei grandi lavori, dimostrare che il vanto dei grandi agganci non era solo uno spot elettorale, e lavorare affinché l’ambiente sia salvaguardato e diventi possibilità di ricchezza e sviluppo. Partendo da ciò si prende un treno che a breve e che poi non sarà facile raggiungere in corsa. Si spera pertanto che un nuovo sentimento di appartenenza colga gli animi dei cittadini e si elimini quell’olezzo, purtroppo non solo in senso figurato, che ci ricorda che tanto abbiamo da fare.