Google+

giovedì 4 aprile 2013

“IO NON SONO COMPLICE”

Marta Gancitano

Grazie per la tua voglia di RESISTENZA, non perdere mai la speranza, noi continueremo a credere e a lottare finché la Verità non sarà venuta alla luce e Giustizia non sarà fatta.
Ti aspetto a Palermo per levare in alto insieme a noi la tua Agenda Rossa.”

Sono state queste forse le parole che più mi hanno convinto a non arrendermi, a pensare che niente è davvero perduto, a credere che esistono ancora persone che sacrificherebbero la propria vita per il senso di LIBERTA’, GIUSTIZIA e VERITA’. Salvatore Borsellino ha risposto con queste parole ad una mia mail, inviata quasi per caso dopo aver letto un libro. La curiosità e la voglia di capire cose significasse la parola MAFIA mi ha spinto a documentarmi, a chiedere informazioni ad alcuni giornalisti locali che pazientemente hanno risposto alle mie domande.

A scuola sono state poche le volte in cui si è parlato di mafia e tutte quelle poche volte in cui è stato fatto, l’argomento è stato trattato con superficialità, gli uomini che venivano nominati erano sempre gli stessi: Provenzano, Riina. Vedevo dunque la mafia come qualcosa che non mi appartenesse, come qualcosa che fosse lontana dalla mia città. Solo dopo ho capito che non era così. Tra i tanti nomi dei mafiosi sentiti più e più volte nessuno aveva fatto il suo nome, MARIANO AGATE. Era lui il boss della mia città, era lui l’uomo che intratteneva rapporti diretti con Riina, era lui l’uomo che era stato condannato per la strage di Capaci. Proprio ieri ho appreso la notizia della sua scomparsa, e non posso fare a meno di domandarmi quante saranno quelle persone che lo ringrazieranno per tutti quei favori avuti. Sono stanca di sentire dire che la mafia non esiste più, perché non è vero! Nel momento in cui riceviamo dei favori, nel momento in cui otteniamo qualcosa che non ci spetta per diritto noi siamo COMPLICI! Non è difficile capire che la mafia si è evoluta nel tempo e che evolvendosi ha smesso di uccidere. Perché è così, meno rumore si fa più difficile è essere scoperti.
Chiudo con queste parole pronunciate da Giuseppe Gatì, un ragazzo che in pochi conoscono, un blogger che aveva tanta voglia di fare, ma che purtroppo a causa della sua prematura scomparsa è riuscito solo in parte nell’intento.

E’ arrivato il nostro momento, il momento dei siciliani onesti, che vogliono lottare per un cambiamento vero, contro chi ha ridotto e continua a ridurre la nostra terra in un deserto, abbiamo l’obbligo morale di ribellarci.”



Gancitano Marta