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mercoledì 11 settembre 2013

Quando finisce la mafia e comincia la vita di figlia.

Ivano Asaro
Ci sono volte che il destino t’insegue, ti connota, cerca addirittura di decidere per te. Ci sono storie di gente che cambia la propria vita per le colpe dei padri e delle madri, a volte ci sono storie che ci incuriosiscono ed altre che ci indignano. 

Ora proviamo ad immaginare d’essere figli dell’uomo più ricercato d’Italia, il latitante tra i più pericolosi al mondo, e di vivere nel suo regno. Immaginiamo di essere figli di questo padre, e di non averlo mai visto. Immaginiamo tutto questo e ci fermiamo li. Già, perché la maggior parte di noi può solo immaginare, può solo chiudere gli occhi e fingere disagio. 

In questa terra, che è il continuo festival dell’ambiguità, che è il continuo contrasto armato tra buoni, falsi buoni e cattivi cattivi, c’è veramente chi non ha un padre, o per lo meno ce l’ha e molto probabilmente, l’ha solo visto in foto segnaletiche. Parliamo ovviamente di Matteo Messina Denaro e quindi tutto assume un fascino perverso e particolare: il capo dei capi, Diabolik ed i suoi vestiti firmati, il potere occulto, i miliardi Carmelo Patti, quelli di Vito Nicastri, e perfino il potentato di Pino Gricoli. 

E poi? E poi c’è la figlia di cui parlavamo sopra. 
Una figlia nascosta, spiata, studiata, una figlia che immagina il futuro, che vive nella sua Castelvetrano, che però è anche la Castelvetrano di suo padre, ovvero di quello fiero di essersi vantato di avere ucciso tante persone da poterci riempire un cimitero. Però lei, non ancora maggiorenne non ha mai sparato, magari è anche arrabbiatissima con suo padre, con la sua famiglia mafiosa e para-mafiosa, e di sicuro di carte giudiziarie ne sa quanto i suoi coetanei. Un’angoscia continua, un’aberrazione che tra sfumature di facebook e scuole medie e superiori ci vorrebbe consegnare la solita tristezza della Sicilia d’altri tempi. 
Castelvetrano

Una vita immolata sull’altare della Mafiosità e dell’onore di un padre mai vissuto come tale. Ed è per questo che non dovrebbe stupire per niente la scelta di lasciare la casa della nonna Paterna, per questo non dovrebbe stupire per niente la voglia di lasciarsi tanto, quasi tutto, di questo alle spalle, chissà sperando in una vita piena di un amore vero che la latitanza non sa e non deve dare. La figlia di Messina Denaro non ha mai sparato, non ha mai ucciso e chiesto il pizzo, non ha avuto mai un padre con cui festeggiare un natale, o dal quale essere rimproverata. La figlia di Messina Denaro è una ragazza che lascia la casa della nonna paterna e cerca la sua autonomia, insieme alla madre, ella si, immolata al buon nome del compagno. Noi non possiamo che sottolineare questi gesti. Quale migliore esempio dirompente di una figlia che non ce la fa a vivere orfana di un padre vivo per capire che la nostra isola non può più vivere privata di una libertà appena fuori la finestra. Noi ancora speriamo che l’esempio della figlia di Messina Denaro possa convincere gli altri parenti dei mafiosi ad allontanarsi dal branco malavitoso, per dimostrare, smentendo per una volta Sciascia, che la Sicilia è Redimibile. 
Matteo Messina Denaro

Non credo che si possa chiedere altro ad una ragazza così giovane, forse è già tanto, se non addirittura troppo. Ma forse, proprio pensando a quei morti, a volte pure più giovani della stessa figlia di Messina Denaro, possiamo chiedere qualcos’altro alla figlia del boss: chiedi a tuo padre un gesto d’affetto, chiedi di consegnarsi e di riconsegnarti la dignità. Ed a te Boss con un nome da cartone animato, chiediamo di dare dignità alla tua città, alla tua terra, a tua figlia, a te, consegnati e non vivere più i mafia e illegalità. Non vivere più su un enorme montagna di merda.
Matteo Messina Denaro


Ivano Asaro - Redazione Telejato