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lunedì 4 novembre 2013

Il sistema calcio in Italia è destinato a fallire.

Luciano Tumbiolo
La stagione calcistica 2013\14 è iniziata nel migliore dei modi : tanto spettacolo, tanti gol, mille emozioni e finalmente una Serie A degna delle stagioni d'oro che infiammavano le passioni calcistiche degli italiani e di innumerevoli affezionati nel mondo. 



Perché allora dobbiamo pensare ad un “sistema calcio” che in Italia è destinato al fallimento?




Pensiamo alla Nazionale, scivolata al 9° posto del Fifa World Ranking e quindi fuori dalle “teste di serie” ai prossimi Campionati Mondiali Brasile 2014 (non succedeva dal 1978); i motivi di questa debacle sono da ricercare all'interno di un ampio sistema che spazia dal tifo organizzato a Balotelli , dalle scuole calcio alla Figc. 




Uno dei maggiori problemi in Italia è sempre stato quello dell' “Esterofilia” che perpetuano i club militanti in Serie A, in media gli stranieri utilizzati dalle squadre della massima serie sono il 55,5% degli uomini in campo con percentuali anche maggiori nelle squadre che puntano al titolo; eppure di talenti italiani ce ne sono a bizzeffe, i vari Berardi, Gabbiadini, Immobile, Regini, Biraghi non hanno nulla da invidiare a Birsa, Anderson, Perea, Jonathan o Vargas; mentre negli altri campionati i giovani sono al centro del progetto tecnico ( Isco – Real Madrid; Wilshere-Ramsey – Arsenal; Reus – Borussia Dortmund solo per fare degli esempi) i nostri giovani vengono mandati a fare gavetta nelle categorie inferiori o in altre squadre che puntano al massimo alla salvezza; Morata in allenamento deve vedersela con Pepe e Sergio Ramos ed ha come maestro Ronaldo, è facile che sia spinto a dare sempre il meglio di sè e a crescere in funzione dei suoi compagni mentre in Italia ai talenti viene concesso al massimo la possibilità di svolgere il ritiro estivo con la prima squadra.




Se volessimo scavare ancora più in profondità nel problema, dovremmo addentrarci nei meandri della giungla “Scuola Calcio” : queste sono nate dall'idea di creare profitto dai sogni degli italiani ( diciamoci la verità, chi non ha mai sognato di calcare il manto dell'Old Trafford o del Santiago Bernabeu ? ) e sono divenute negli anni una fucina di potenziali campioni; ciò che però ritengo sia sbagliato è la gestione che ha la Federazione su di esse: i bambini vengono spesso affidati a preparatori poco qualificati (con un semplice corso di 80 ore si può diventare Istruttore di Scuola calcio FIGC) che non solo hanno una scarsa conoscenza tecnica, ma sopratutto una scarsa attitudine all'insegnamento, perché il Calcio non è solo una questione di mera tecnica ma innanzi tutto una questiona mentale (senso della posizione, giocata in anticipo, visione periferica, fair-play ecc).




La soluzione, a dire il vero alquanto utopistica, sarebbe quella di creare la figura professionale del “Tecnico Calcistico” , proveniente da uno specifico Corso di Laurea (utopistico appunto, perché conoscendo gli italiani ci sarebbero 100 mila iscritti all'anno, anche se si potrebbe ovviare con il “numero programmato”) che comprenda materie pratiche , sociologiche finanche psicologiche , che permettano alla figura professionale un adeguato insegnamento.




Ricollegandoci alle Scuole Calcio e spaziando fino alla massima serie uno dei maggiori problemi del sistema sono le Strutture: i centri sportivi proliferano nelle periferie delle grandi città, ma sono al solito strutture private costose e di difficile raggiungimento, il calcio così rischia di diventare, come il golf, uno sport per ricchi; sono sempre meno i centri di aggregazione gratuiti e molti dei nostri talenti crescono segnando un gol tra un palo zincato ed uno zaino messo a terra, per ogni Insigne e Cassano in Serie A ci saranno sempre 100 talenti sprecati in una strada di un quartiere popolare.




Non che in Serie A la situazione Strutture sia delle migliori... 


Gli stadi italiani sono vecchi (si, anche quelli di Italia'90), scomodi e pericolosi : specchi dell'Italia della I Repubblica sono dei mostri succhia risorse , costruiti male e ammodernati pure peggio , macigni sulle spalle di comuni indebitatissimi che fanno pagare cifre irrisorie per il loro usufrutto alle compiacenti società di calcio, e chi ne risente è il tifoso in prima persona (che avvilito ha abbandonato in favore della comoda Pay-Tv ) e l'economia indirettamente a causa delle perdite generate dal flusso negativo di spettatori.



Anche in questo caso le soluzioni ci sarebbero ma in qualche modo non vengono mai utilizzate, in primis si sente il bisogno di riportare il tifo buono allo stadio, basta con gli stadi violenti e razzisti, si deve riempire lo stadio di bambini, nonni e donne e quindi perché non incentivare con forti sconti (riduzioni del 75% sul prezzo del biglietto, fidelizzazioni dei nuclei familiari ecc.) il tifo buono?
Con la Nazionale la Figc ci è riuscita, a Palermo ad esempio la cornice di pubblico era magnifica, quando si riuscirà a vedere un così bel pubblico in Serie A sarà un successo per il paese intero.




E' recente la notizia di un testo presentato dal deputato Nardella (PD) alla Camera dei Deputati in materia di “rilancio dello sport italiano” , esso ripropone l'annosa ed eterna discussione circa la “leggi sugli stadi” , questa dovrebbe permettere la costruzione di nuovi impianti sportivi sempre che essi siano previsti all'interno di complessi multifunzionali , per intenderci modello Juventus Stadium o Nuovo Stadio Fiuli che assieme allo stadio in sé comprendono centri commerciali, centri polisportivi, sale convegni e tutto ciò che non sia a carattere prettamente residenziale (si rischierebbe infatti di costruire interi quartieri in deroga alle norme edilizie vigenti); altra novità fondamentale del testo è quella dell'introduzione della gara d'appalto comunitaria che permette una maggiore trasparenza nell'assegnazione dei lavori, nella quale comunque il promotore (che dovrebbe essere la Società Sportiva che ne usufruirebbe ) ha un diritto di prelazione potendo diventare aggiudicatario della gara pareggiando alle stesse condizioni l'offerta vincitoria.




L'Europa chiama e spetta all'Italia rispondere , il fallimento sarebbe catastrofico ma come in tanti altri campi possiamo aggrapparci al talento e all'ingegno italico , abbiamo avuto Da Vinci e Baggio , volete vedere che non ci salviamo?




Luciano Tumbiolo