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domenica 30 maggio 2010

Buon compleanno Sosta Vietata!

Mese di Maggio. Una sera qualunque. Si discute di politica. E anche del più e del meno. Ivano è in preda ai suoi turpiloqui. Qualcuno si addormenta. Qualcuno gli fa cenno con la testa. Ricordi di sprechi locali e accuse alle spese folli di politici storici. “OoOoOoOoOh..ma tu lo sai?!?! I parlamentari ricevono soldi pure per il loro funerale!”. Tra cenni di fantapolitica che partono tutti paradossalmente dall’antipolitica, si finisce sempre per urtare con la triste realtà: né fanno né lasciano fare! Quello che più colpisce nel giro di pochi minuti sarà il contenuto di una lettera anonima: tale Chuck Norris. Qualcosa di diverso dal passato, di particolarmente elaborato. Nessun inciucio amoroso. Nessuna vita privata ai quattro venti. Mezze accuse. Mezze verità. "Cosa importa il diritto di raccontare se poi quando si può scegliere di parlare non lo si è mai fatto?". Quelle idee non potevano rimanere davanti ad una bottiglia di birra. Da lì a poco sarebbe nato “Sosta Vietata”.
A distanza di un anno non è così semplice guardare al passato, ripensare a ciò che è stato, ciò che la città ci ha tributato, gli amici aiutato a costruire, gli oppositori (non pochi per la verità, ma tutti velati da un irritante finto buonismo) svilito, denigrato, svuotato. Non è facile guardare ad un anno di impegno teso all’affermazione dell’idea propria quanto degli altri di “bene per tutti”, senza compromessi, senza ambiguità e senza odori nauseabondi di arrivismo in chissà quale scranno del “mondo politichese-politicante”.

E’ il 19 Giugno: tempo di bagarre elettorale. La sfida alla cultura politica ha inizio. Piazza della Repubblica, Piazza Mokarta: un’esperienza da non consigliare ai deboli di cuore; nessuno avrebbe mai immaginato o avuto il coraggio di ardire ad una simile iniziativa: indossare i baffi tanto cari al nostro sindaco e sfidare la folla acclamante. Goliardia, ingenuità o stupidità? Volevamo colpire. Così fu… Anche se quella sera rischiammo seriamente di essere menati selvaggiamente dal vecchietto “incazzato” di turno e dai supporters della candidata sconfitta. E’ cosi che Sosta Vietata assunse la definizione, ben presto sorretta e corroborata da prese di posizioni decisamente più impegnative e lontane dall’ipocrisia di alcuni media locali, di “gazzettino satirico”. L’attacco fu lanciato stavolta ai cittadini non eletti che se in campagna elettorale avevano promesso il mondo, adesso a quel mondo dovevano rimanere coerenti. E non solo: in piena estate si scelse di prendere posizione anche nei confronti di quei consiglieri, autori di un gioco di schieramenti che aveva si portato all’elezione di Pietro Marino, quale presidente del Consiglio Comunale, ma di fatto aveva sfalsato completamente la maggioranza prevista dalla legge e che d’altronde i cittadini avevano votato.

Disastrosa stagione estiva? Lastre di marmo rubate sul lungomare S.Vito? Devastazione di Tonnarella ad opera delle prime piogge autunnali? “Ma con tutti i problemi che ci sono, proprio di questo dovete parlare?” Ma anche si! Abbiamo discusso di argomenti di piccola caratura, cercando di non essere scevri dai grandi impegni: chi sarà mai il referente politico della distilleria Bertolino nella nostra città? Un argomento, secondo alcuni, più grande di qualsiasi legittima aspirazione a cui noi potessimo puntare. E poi quel pomeriggio del 7 Gennaio una delle più grandi “vittorie”: le scabrose immagini di Telejato direttamente da Pino Maniaci, colui che proprio della lotta all’inquinamento della distilleria ne ha fatto un modus operandi. Ecco che Sosta Vietata entra in una dimensione differente: non è più “questo” o “quello”. Il blog è tutto quello che serve, tutto che quello che con umiltà continua ad essere da questa parte del problema, e che fa politica ma non è politica, onorando un impegno che noi dello staff ormai un anno fa abbiamo preso con noi stesso prima che con gli altri, non scivolando mai dall’essere amici di tutti all’essere asservito a qualcuno. Libertà di dire, di fare, di pensare, di opporsi a tutte quelle contraddizioni insite negli interessi grigi della nostra terra, che in qualche modo stiamo cercando di ripulire con le firme disinteressate dei cittadini. La speranza ad oggi è che Sosta Vietata possa rappresentare più di ogni altra cosa un sentimento che risvegli quel senso civico da anni ormai assopito sotto un disfattismo quasi assoluto. Perché spesso cercare risposte è meglio che farsi domande.

Lo staff di Sosta Vietata

2 commenti:

  1. Se il blog è riuscito in questo anno di vita a produrre qualcosa di buono, è grazie anche a chi ha saputo guidarci più o meno direttamente nella giungla delle realtà locali: la nostra gratitudine va a Paride Di Somma e Daniele Giacalone senza i quali oggi forse non si parlerebbe di Sosta Vietata, a Danilo Di Maria per i consigli offertici all’inizio di questa avventura, a Giampaolo Caruso per averci costantemente aiutato con il lavoro di impostazione di cui il blog necessariamente aveva bisogno, a Giovanni D’Alfio e Aldo Dolores per averci coscienziosamente raccontato verità che segnano tutt’oggi la realtà entro i nostri confini, a Gianluca Messina per i dati forniti sul lavoro consiliare, a Matteo Resta, Nicola La Grutta, Francesca Incandela, Leandro Bianco e ai ragazzi dell’AGI per il contributo messoci a disposizione per tutte le nostre iniziative. Vanno ringraziati doverosamente anche attuali esponenti politici, quali il vicesindaco Quinci per la sua disponibilità durante la raccolta firme contro il caro autobus e l’on. Scilla, importante nella battaglia contro i fanghi della distilleria. Come non ricordare Giacomo Anselmo e Danilo Vellutato, i pezzi pregiati di cui questa città può realmente vantarsi: la riuscita di ogni sorta di manifestazione passa sotto il loro impegno costante, condito da un'infinita quantità di pazienza. Il più grande dei ringraziamenti infine va a tutti coloro che ci seguono, che leggono il nostro blog, che ci chiedono delucidazioni e che speriamo di poter ritrovare ancora in questi anni.
    Un saluto affettuoso.

    Ivano Asaro
    Alberto Tumbiolo
    Francesco Iannazzo

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  2. si bravi bravi ma ora il governo berlusconi vi chiude

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