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giovedì 15 luglio 2010

Speciale Mondiali - Ultima puntata

Le semifinali vedono sfumar via quasi tutte le emozioni sfoggiate negli incontri precedenti: i nobilissimi quarti sembra abbiano tolto qualcosa alle ultime due partite necessarie per raggiungere la finalissima.La favoritissima Olanda dei fenomeni cerca la terza finale contro la sorpresa Uruguay che piace a tutti. Alla vigilia il tecnico Tabarez addolcisce le cose dicendo che loro è "come se fossero a una festa alla quale non erano invitati" e intendono giocarsela fino alla fine: in fondo con un Forlan in gran spolvero (serio candidato al pallone d’oro insieme a Villa, Robben e Sneijder) tutto è possibile. Orange subito in vantaggio con sinistro da distanza siderale all'incrocio di van Bronckhorst (uno dei più bei gol del torneo). I sudamericani non ci stanno e riescono a trovare il pareggio a pochi minuti dal riposo Forlan. Poi la partita diventa una noia: brutta, contratta, non c’è bel gioco. Nel secondo tempo però prima Sneijder sempre più capocannoniere e poi Robben sembrano chiudere la pratica che invece si riapre a due minuti dalla fine con Pereira. Gli ultimi minuti sono tutti da vedere, da patema, con l’Uruguay alla ricerca disperata del pareggio e gli arancioni a difendersi. Finisce 3 a 2! L’Olanda dopo 32 anni torna ancora una volta in finale, sperando di poter alzare al cielo per la prima volta la coppa del mondo.Ci si aspetta fuoco e fiamme per la sfida tra le squadre che giocano il miglior calcio del pianeta, Germania e Spagna. Veloci, letali, implacabili; di fronte il capocannoniere David Villa e l’uomo che cerca di superare il record mondiale, Miroslav Klose. Hanno fatto fuori Brasile, Portogallo, Argentina. Si incontrano a Durban per giocarsi quella che sarebbe l'ottava finale per i tedeschi e la prima in assoluto per gli spagnoli. Le aspettative sono però deluse da una partita tattica: la Germania senza il suo miglior uomo, Muller, non riesce a essere mai pericolosa e Klose non tocca nemmeno una palla. La Spagna invece sa aspettare e creare il varco giusto che però non arriva. Proprio quando nell’ultimo quarto d’ora ci si aspetta solo i supplementari, ecco la testa d’oro di tutta la Spagna, impersonificata in Charles Puyol che butta dentro tutta la voglia di questa finale tanto sognata. 1 a 0 e i tedeschi, com’era prevedibile, si svegliano, ma troppo tardi! E allora tutta la Spagna festeggia, festeggia un impresa annunciata ma comunque indescrivibile. La prima finale, che vogliono a tutti i costi conquistare.

La finale del terzo e quarto posto non ha più nulla da chiedere a questo mondiale. Di fronte Germania e Uruguay giocano senza tensione e ne viene fuori una partita avvincente: subito Germania avanti con il ritrovato Muller e una (forse la prima) papera del mondiale per Muslera, finora tra i migliori; risponde dopo pochi minuti Cavani e incredibilmente la situazione si capovolge. Fioccano le occasioni, specie per i sudamericani che giocano benissimo: il 2 a 1 di Forlan è una perla rara e stupenda che rende ancora più intensa e storica questa finalina.
Meritano i celeste, non solo per la serata, ma anche per il grande grande mondiale disputato con il biondo Forlan assoluto protagonista; i tedeschi non mollano e vogliono il secondo terzo posto consecutivo. Prima Jansen e poi Khedira chiudono i conti sul 3 a 2. alla fine sotto la copiosa acqua che scende applausi per tutti perché queste due squadre hanno giocato un mondiale oltre le loro aspettative divertendo soprattutto noi.
Alla vigilia della finale più inaspettata, il polpo Paul, famoso per le sue previsioni vincenti, decreta come vincitrice finale la Spagna. Tutti sono curiosi di vedere se anche quest’ultima predizione sarà esatta. Al Soccer City di Johannesburg scendono in campo due grandi squadre: la Spagna di Villa, Casillas e Puyol e l'Olanda di Robben, Sneijder e Van Persie. Il ct Van Marwhijk schiera tutti i soliti titolari, Del Bosque invece lascia fuori Torres preferendogli Pedro. Olanda in arancione, Spagna in blu scuro. Si può cominciare. La partita delude le aspettative: noiosa e spenta, in campo regna la paura di perdere anche solo un pallone; violenta, come il fallo di De Jong su Xabi Alonso, soltanto ammonito. La partita si accende solo nel secondo tempo, ma sempre a sprazzi con un’occasionissima per Robben che però sbaglia davanti a Casillas che salverà un paio di altre volte in grande stile. L’indomani probabilmente lo faranno santo a Iker. Poi occasioni anche per la Spagna, ma di David Villa nemmeno l’ombra. 0 a 0 al 90’, si va ai supplementari. Cambiano gli uomini in campo, non il risultato, e proprio quando tutti cominciano a pensare alla lotteria dei rigori (la soluzione più giusta per decretare il vincitore), Andres Iniesta, uno di quegli uomini che fanno la differenza nella storia tra il vincere e il perdere, un uomo che magari non si è fatto vedere tantissimo ma che è imprescindibile per questa squadra, a quattro minuti dalla fine segna il gol più importante nella storia calcistica della Spagna. Non c’è più niente da fare per i tulipani. Per gli spagnoli è festa quasi incredula per tutto quello che si è fatto non solo quest’anno, ma negli ultimi quattro. E allora al via alle lacrime di Casillas, il suo bacio in diretta alla fidanzata giornalista (al diavolo il protocollo!) applausi a scena aperta comunque per l’Olanda e poi infine ecco la coppa che passa dalle mani di Blatter al portierone Iker che la alza finalmente al cielo. La Fifa assegna infine il titolo di miglior giocatore del mondiale a Diego Forlan, il miglior giovane a Muller che si aggiudica anche il titolo di capocannoniere avendo più assist rispetto agli altri a pari reti come Forlan, Sneijder e Villa. Si chiude così l’ennesimo mondiale che ci lascia sempre tante cose da ricordare: le vuvuzelas, lo Jabulani, il terribile pallone volantino, il grande Ghana vicino all’impresa semifinale, l’Uruguay di Forlan, le lacrime del capitano nordcoreano, il Maradona allenatore. Il pensiero va all’orologio di Brasile 2014 che ha già cominciato a girare.

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