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venerdì 14 dicembre 2012

La grande occasione: Bersani può fare la storia...(anche per merito di Grillo)


6 mesi fa ebbi a scrivere: Bersani è il peso morto della storia (http://ivanoasaro.blogspot.it/2012/06/bersani-e-il-peso-morto-della-storia.html). Le motivazioni sono ancora tutte impresse in me: quell'articolo di fatto nasceva a pochi giorni dall'esclusione dell’Italia dei valori dal novero dei partiti del centrosinistra. Ho sempre considerato la scissione come una forma di autolesionismo e lo spacchettamento come un modo per perdere le elezioni: così contestai fortemente quella scelta, voluta per altro proprio dal segretario democratico e da larghe fasce della dirigenza del Partito Democratico. A distanza di tempo non ho cambiato idea nella fattispecie. Rompere il fronte tra riformisti veri e socialisti è un errore marchiano: fa male a chi i diritti li richiede, a chi su quei diritti deve far prosperare legalmente il paese e a chi crede in determinati valori.
Oggi restando fermo nelle mie convinzioni cambierei il titolo di quella trattazione. Partiamo con ordine.
Dire che la nostra società è vessata dalla politica non è un'esagerazione: interi segmenti dell'apparato statale, finanche gli eletti, sono considerati quasi sempre a buon diritto come furfanti, mangia soldi a tradimento, o più semplicemente “casta”. E' chiaro che causa ed effetto di questo modo, diffusissimo, di pensare, è Beppe Grillo ed il suo Movimento 5 Stelle, in grado di essere il reale collante di una società sfibrata che se non ha ancora guardato a realtà estremiste (fascisti o anarchici), poco è mancato e manca, proprio per via del comico genovese che è stato interprete di quella rabbia che sale dalla pancia e che di ventennio in ventennio in Italia, riaffiorando, si presenta nell'agone politico: ieri era la Lega, oggi i Grillini.

Gestire però un movimento non è cosa facile. Mettere d'accordo gente che pensa in maniera diversa può funzionare solo quando il nemico è comune (in questi anni il politico di professione). Ma domani chi sarà la nuova minaccia?
Si dirà (come riferitomi da alcuni amici del M5S), che di volta in volta si analizzerà tecnicamente il problema e si troverà una soluzione ottimale.
Questa però non può essere una risposta: i singoli problemi possono avere soluzioni tecniche, ma certamente non la guida ed il governo di un paese, che prima di ogni altra cosa deve programmare, preventivare, stare un po' dentro, un po' sopra i cittadini.
Capisco che questi discorsi abbiano poco appeal e che si preferisca dire che gli attivisti del movimento vogliano mandare a casa i vecchi baroni, quelli che prendono vitalizi e non si curano del bene comune, ma dal mio punto di vista l’enorme merito di Grillo è quello di avere messo nuova legna sul fuoco sacro della politica, dimostrando che gli Italiani non sono tutti “calcio e spaghetti”, che la Sicilia non è una regione di scimmie ammaestrate che votano a comando di coppole storte e che se la Borsellino non è nè Sindaco nè presidente di Regione è perché sul territorio quella sinistra non esisteva. Grillo ha fortunatamente acceso anche la miccia della contestazione, e di questo dobbiamo dirgli grazie. Un giorno, a mio avviso non molto lontano, quando il Movimento 5 Stelle non esisterà più, quando verrà assorbito da altri partiti o quando esso stesso si trasformerà in un partito, quello che di buono ha creato non si potrà cancellare. Il comico genovese è l'artefice anche involontario delle difficoltà di tutti: pensate che prima di lui, personaggi come la Meloni (meritevole di lode) avrebbero potuto menare il dito contro Mister B.? Pensate veramente che personaggi come Crosetto avrebbero potuto dire che nel Pdl può esistere spazio per la meritocrazia, anche per chi non sta bene in perizoma? Credo che Grillo abbia legittimato chi, nei diversi schieramenti, è stato in mezzo la gente, e pur sbagliando in molti passaggi, ha capito che le persone si guardano in faccia e non da un elicottero. Ecco perché tutto ciò. Ecco perché Berlusconi invoca Monti: il suo modello è finito e l'unico modo per non perdere è quello di esprimersi con altri canoni, mascherando le statue di Priapo con il Loden di bocconiana fattura.
Grillo ha avuto anche un altro merito: il bisogno di partecipazione. Ha imposto la ridiscesa in campo dei leader che devono spendersi nelle piazze, vivere di quello la gente dice e magari spiegare perché certe cose si possono ottenere, mentre altre no. E qui entra in campo Bersani, troppo cattolico per non volere bene alla gente, troppo comunista per non sentire il richiamo della piazza. Avrebbe tranquillamente potuto fare male al Pd, per fare il suo di bene, autocandidandosi alla carica di presidente del Consiglio, legittimando però le lamentele Renziane e quelle Vendoliane. Le primarie, oltre che un grande spot per la politica di sinistra, sono state un grande spot per lui. Bersani si sarebbe potuto pure fermare lì: primo partito, elezioni quasi vinte e del resto “chissenefrega”. Però c'è Grillo! Le parlamentarie hanno allontanato ancora di un passo l'obbiettivo dei democratici: scendere nelle piazze e fare scegliere alla base non solo il leader, ma anche gli stessi deputati. Altro colpo di genio: Renzi se i suoi non saranno in Parlamento non potrà rimproverare altri che gli stessi suoi candidati e il popolo di sinistra ancora una volta sarà chiamato a partecipare (la cosa che ama di più, dopo imprecare contro Mr B.). Bersani ha la grande occasione di prendere capra e cavoli, di arrivare laddove fallì Prodi, ovvero sommare al buon governo anche la buona classe parlamentare, la buona dirigenza, la giusta e forte presenza sul territorio. Ha l'occasione di prendersi l'Italia da sinistra e di sedersi a tutti i tavoli. Ha l’occasione di fare la storia di questo paese. Bersani può. La sua storia, che è tutta fuorché quella di predestinato, può diventare una bella favola.
Qualcuno però alla fine dirà: perché non perde occasione per ribadire che con Casini si deve dialogare? La risposta è evidente nei motivi di opportunismo politico. Ma anche se parlasse con Casini per taluni passaggi, non sarebbe il più grande dei risultati avere ridotto le destre italiane (Lega Nord compresa), ad una soglia inferiore al 16/17%? Avere Casini come unica opposizione non sarebbe un grande punto di partenza per rendere di nuovo serio ed attento alle cose concrete questo paese?
Il sogno però caro Bersani potrebbe anche diventare un grande incubo nel momento in cui la gente andando con fiducia a votare queste primarie legittimerà con il solito vecchio giochetto i baroni piuttosto che la sfida di molti giovani intelligenze. Il passo è breve e Bersani non è solo. Bisogna vedere di chi si fiderà e con chi si accompagnerà. A noi non resta che attendere, perché Bersani può fare la storia... (anche per merito di Grillo).


Ivano Asaro
Ivano Asaro