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giovedì 13 dicembre 2012

Storie di straordinaria Utopia

Pasquale Diodato

Ci sono vari modi per scrivere e descrivere un avvenimento. Potrei parlare della prima o della seconda guerra mondiale citando i generali, i potenti capi di stato, le grandi invasioni, le memorabili campagne militari, una visione ampia troppo ampia, utile ai libri di storia ma ci sono altre verità altre prospettive altre storie.
La visione della storia quella dalla S maiuscola, non può sempre ricordare, le piccole grandi gesta dei tanti ignoti, eroi senza fama,Storie.
Lo scenario di una guerra non può che esibire distruzione, territori sconquassati e martoriati da violenza Inumana, la guerra è guerra, è la tomba dei diritti umani, è un offesa alla ragione umana, ed in mezzo a tutto ciò mossi da motivazioni diverse, spesso incomprensibili ai più, vivono dei “sognatori”, gli unici “vincenti” di un conflitto impari che vede schierati uno stato,un esercito tra i più potenti al mondo,e uno stato senza esercito, che cerca di organizzare una rudimentale resistenza armata ed anche, soprattutto una resistenza non violenta.
Non esiste prospettiva migliore di quella degli attivisti per i diritti umani, per raccontarvi il conflitto
Israelo-palestinese, la Storia raccontata tramite le diverse storie, le vite, talvolta le morti, di uomini e donne con la vocazione dell’Utopia.
Capitano Utopia era uno dei soprannomi con cui gli amici chiamavano Vittorio Arrigoni, attivista ed internazionalista, nato a Besana in Brianza un piccolo centro in provincia di Monza, dopo il diploma in ragioneria lavora nell’azienda di famiglia, ma Vittorio era nato per far altro, il suo lavoro era quello di costruire un mondo migliore, abbattere ogni barriera, confine o bandiera che limiti la libertà e i diritti umani, istituire la pace. Cosi gira il mondo Europa, America Latina, Africa ed infine nell’Agosto del 2008 l’arrivo a Gaza nella giornata storica che vide le navi del “The Free Gaza Movement” rompere l’assedio israeliano che durava dal 1967.
Non è stata impresa facile: eravamo salpati da Cipro contro ogni avaria, sabotaggio, minacce di morte e conseguenti defezioni dei capitani, contro condizioni marittime avverse. Ora sembra proprio che ce l'abbiamo fatta: abbiamo dimostrato che la storia viene fatta dalla gente comune, e che la pace è possibile.” 
In territorio palestinese insieme ad un gruppo di giovani attivisti ricompose il presidio dell’International solidarity movement Gaza, che nel 2003 aveva interrotto ogni attività a Gaza in seguito all’uccisione di Tom Hurndall e Rachel Corrie . Storie.
Tom un pacifista britannico, 21 anni ed un idea fissa “Stop the War” , è già stato a Bagdad come “scudo umano” ed in Giordania trasportando attrezzature mediche poi Gaza. Nell’aprile 2003 si trova al campo profughi di Rafah,da un lato ci sono bambini sulle macerie, ciò che rimane delle loro case demolite , dall’altro i soldati Israeliani, in mezzo la giacca fosforescente da attivista di Tom. Il 13 Gennaio dopo otto mesi di coma muore a causa di una ferita da arma da fuoco in testa.
Queste alcune sue parole:
"Che conseguenze avra' sulla mente di un bambino, crescere in queste condizioni? Non posso immaginare le lacrime che hanno versato e cosa hanno pensato di dover diventare anche solo per sopravvivere".
Rachel statunitense, 24 anni, amava definirsi “Ossevatrice dei diritti umani” , anche lei a Rafah, barbaramente uccisa .
Quel giorno due carri armati ed un bulldozer israeliani, erano in procinto di demolire alcuni edifici,con la solita scusa degli ordigni, dei terroristi e dei tunnel dei contrabbandieri, in realtà solo case palestinesi con civili indifesi e bambini. Un gruppo di attivisti dell’ISM con Rachel “in prima linea” stava cercando di fermare quell’ingiustizia, le loro armi: un megafono e l’immancabile videocamera. Il 16 Marzo 2003 quell’escavatore pur avendo visto e sentito gli internazionali dalla giacca fluorescente non si fermò, Rachel morì sotto il peso delle macerie e del mezzo, proprio davanti l’abitazione di un suo amico Samir Masri medico palestinese.
Le autorità israeliane archiviarono il caso in breve tempo come incidente, “l’attivista cercò la morte” scrissero.
Questo è il compito degli attivisti per la pace “Esserci”difendere i civili innocenti, i bambini, il compito dei soldati Israeliani invece è quello di uccidere in ogni caso. Un massacro nel nome della lotta al terrorismo, diritti calpestati quotidianamente , crimini atroci commessi tra l’indifferenza della comunità internazionale ed informazione.
Storie sono anche quelle di Sahra Wardi, Yuval Auron, Omar Golman, Mia Tamarin obiettori di coscienza Ebrei che si rifiutano di servire l’esercito israeliano e che ne condannano i crimini e le violenze!
Vik (altro soprannome di Vittorio Arrigoni forse il più conoscuto) come altri giovani attivisti, in Palestina, diviene Reporter e testimone, scrive per “il manifesto” e sul suo popolarissimo Blog guerrillaradio.iobloggo.com aggiornandolo con una rete internet di fortuna anche nei giorni più critici, i suoi articoli, le sue storie vengono raccolte in un libro “GAZA Restiamo Umani”, che è anche la citazione con la quale terminava tutti i suoi reportage.
Nei giorni dell’inumana operazione denominata “Piombo fuso” del 27 Dicembre 2008, gli attivisti internazionali, decidono di seguire i paramedici durante le operazioni di soccorso, per scoraggiare la vile azione degli Israeliani che colpivano le ambulanze per impedire i soccorsi dei feriti, mentre i media internazionali e le autorità di Israele parlavano di obiettivi mirati, le bombe al fosforo (vietate dall’ONU e dalla commissione di Ginevra) piombavano sugli ospedali.
Una delle sue testimonianze di “piombo fuso”mi ha colpito particolarmente, un bambino trovato dai paramedici della croce rossa internazionale, si prendeva cura del corpo della madre in decomposizione da tre giorni, pensava stesse dormendo. Accanto,dei pomodori,del pane e dell’acqua che si era procurato tra le macerie per la madre. Storie.
Dopo l’offensiva Vittorio rimane in Palestina, segue i contadini e i pescatori palestinesi anche loro vittime del insensato sionismo Israeliano.
I contadini con coraggio vanno a lavorare i campi mentre i cecchini si appostano al confine e sparano sui contadini che in quelle terre depongono le ricchezze e le speranze di un intera stagione. Obiettivi mirati? Terroristi? No semplicemente Israele ha dichiarato zona militare inaccessibile, tutti i terreni palestinesi entro un Kilometro dal confine. Approssimativamente come se la Francia decidesse di sparare su chiunque passi in Val Susa.
Stessa cosa succede ai pescatori che vengono attaccati dalle navi della marina israeliana a 3 miglia dalla costa ovvero in indiscusso territorio palestinese. Terrorismo?
Vittorio li segue, fa da scudo umano ed inoltre documenta, filma …scrive.
“…semmai voglio essere ricordato per i miei sogni, dovessi un giorno morire vorrei che sulla mia lapide fosse scritto ciò che diceva Nelson Mandela: un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare. Vittorio Arrigoni un vincitore.”
Il 15 Aprile 2011, viene rapito ed ucciso da un gruppo terrorista Salafita, dopo aver ricevuto delle minacce da parte di esponenti filoisraeliani.
La bara tra i cori ed i petali lanciati da una folla di palestinesi; lascia Gaza city “da vincitore” verso il valico di Rafah,poi l’Egitto e l’Italia, su richiesta della madre Egidia Beretta, il corpo di Vik non passò da Israele, dove il nostro Capitano Utopia non era ben visto.
Infine altra storia è proprio quella della Signora Beretta, molto vicina “alle idee, obiettivi e ideali” di Vittorio, donna di grande spessore culturale, alla quale ho voluto personalmente mandare un saluto ed un ringraziamento.
Mi permetto di riportare la sua risposta per il semplice fatto che le sue parole, esprimono meglio delle mie, il suo valore:
“…io non sono che il portatore d'acqua che alimenta la sorgente, e la sorgente è Vittorio. E' lui il faro che può guidare le nostre vite all'isola di Utopia.”

Concludo con alcuni dati:
420 Bambini uccisi (“Piombo Fuso”)
1500 Bambini feriti (“Piombo Fuso”)
74 Risoluzioni ONU violate da Israele











RESTIAMO UMANI !
Pasquale Diodato