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venerdì 15 novembre 2013

Finisce un’era. Galliani dice addio a fine anno!

Dopo il lungo colloquio avvenuto qualche giorno fa ad Arcore, Adriano Galliani ha deciso di terminare il suo rapporto col Milan dopo 27 anni di gloria. Per il Milan sarà un cambio epocale, perché si assisterà all'addio di un dirigente che ha contribuito ai grandi successi dell’era Berlusconi: 8 Scudetti, 1 Coppa Italia, 5 Coppe dei Campioni, 5 Supercoppe Europee, 2 Coppe Intercontinenantali, 6 Supercoppe Italiane e 1 Mundialito sono infatti i trofei conseguiti infatti da Galliani da a.d. del club. La causa scatenante? Questa volta il Presidente Silvio Berlusconi ha davvero poche colpe, la causa di tutto è la figlia Barbara, che ha deciso di prendere in mano la situazione vista la crisi in cui riversa il Milan. Lady B ha trovato la scusa per emergere e fare fuori il vero leader della squadra rossonera, quell’Adriano Galliani che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con la crisi economica del suo club e il conseguente ridimensinamento del prestigio rossonero in campo europeo. Barbara accusa la dirigenza di aver operato negli ultimi anni in malo modo, specie sul mercato, affermando che i soldi sono stati spesi per giocatori che, secondo l’opinione di tutti, non sono da Milan. La figlia di Berlusconi non ha tutti i torti, la squadra rossonera negli ultimi due anni è stata modificata in toto, sono partiti giocatori come Thiago Silva, Ibrahimovic, Pirlo (mandato alla Juve a parametro zero), Seedorf, Nesta e tanti altri campioni per essere sostituiti da giocatori presi a parametro zero da squadre mediocri. Inevitabile il riscontro sul campo, il diktat della società, ovvero il bel gioco e il dominio sull’avversario, non può essere rispettato se mandi in campo giocatori poco adatti ai grandi palcoscenici. È vero però che Galliani è stato costretto ad operare sempre in uscita per limare i conti di una società che non ha più un centesimo, una società che spende quasi quanto una squadra che lotta per la salvezza non può di certo competere con le grandi del calcio. Nessuno è perfetto, tantomeno Galliani, gli è stato ordinato di rendere autosufficiente un club che aveva ingenti perdite economiche e ci è riuscito con qualche cessione e ampliando le entrate commerciali,ma se da un lato ha ottenuto grandi successi, la squadra si è fortemente indebolita. Privarsi di lui in questo momento così delicato sarebbe alquanto pericoloso per una società che non ha più un’identità. 

Non sappiamo che Milan sarà senza Galliani, ma dopo tutti questi anni è giusto un graduale riassetto societario, nuove idee che possano rilanciare le sorti del club. L’idea più suggestiva sarebbe il ritorno di certi uomini che hanno fatto la storia del Milan, vedi Maldini Baresi Albertini Seedorf, pronti ad occupare le poltrone e la panchina (Seedorf) rossonere,magari proprio loro sono quello che serve per voltare pagina e riportare i valori che c’erano quando questi ex giocatori portavano il Milan sul tetto del mondo. Ma come potrà superare questo momento se il Presidente non caccia un centesimo?Senza Galliani al timone si spera davvero di fare le fortune della società come in passato?Le domande sono tante e non hanno risposte sicure,il futuro è incerto,l’unica certezza è la separazione consensuale tra Galliani e il Milan, e scusatemi se è poco!






Mirko Scimemi


Mirko Scimemi