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sabato 25 gennaio 2014

Due o tre domande a Renzi

Ho molte volte scritto questo nome negli ultimi mesi. Quale? Certamente Renzi. Ne ho parlato spesso, e non potrebbe essere diversamente vista la natura della politica italiana, specie in questo particolare momento.

Prima di diventarne ossessionato però cambio strada ed a posto di parlare di Renzi parlo con Renzi, o se preferite a Renzi.

Qualsiasi sia la natura del testo comunque so perfettamente che una risposta non ci sarà, come non c'è mai stata dai Grillini, e perciò scrivo perché chi ha pensato le stesse cose, le stesse domande, che state per leggere abbia una sponda; chi invece la pensa diversamente possa avere un democratico alterco politico.


Egregio segretario Renzi, essere il segretario del partito più grande d'Italia (nella foto i sondaggi) deve essere una bella responsabilità. Non deve essere facile, ma in fondo chi vuole la bicicletta deve anche sapere pedalare. Lei dice sempre che questo governo non la convince perché ha saputo solo parlare di Imu. Ora io chiudo gli occhi, come da suo consiglio, e provo ad immaginare cosa mi resta di queste prime settimane della sua azione. Ovvio che la risposta sia il prospetto di riforma della legge elettorale, ovvio e neanche scontato. Il tema è caldo, lo ha tirato in ballo lei, dando una forte accelerazione alla politica romana. Di altro non si può fin qui parlare. Troppo poco il tempo dalla sua elezione, troppo poco il tempo per fare due o più iniziative. D'altronde lei per sua stessa ammissione non è Mandrake. In questo progetto ci sono però alcuni passaggi che non mi tornano, e sarebbe cosa gradita avere dei chiarimenti.


  • Perché, vista la sua forza all'interno del Direttivo del Pd, effetto della sua enorme affermazione nelle primarie, ha portato il prospetto di riforme al voto dei delegati solo dopo avere parlato con le rappresentanze degli altri partiti? Perché non ha prima avviato un serrato confronto all'interno dell'assemblea dei delegati, votato un prospetto, e solo dopo impostato una trattativa con i leader degli altri partiti oggi in parlamento? Il risultato non sarebbe cambiato concretamente in quanto lei ha la forza all'interno del Pd per votarsi da solo le relazioni, che è poi quello che è successo. Perché ridicolizzare la minoranza? Perché imporsi fuori dal dialogo? Io sarò in malafede ma mi è sembrata una chiara mossa mediatica con due riferimenti palesi: gli altri leader che oggi più che mai sanno chi devono chiamare per risolvere le questioni con il Pd, ed all'elettorato che adesso ha identificato un padrone anche a sinistra. Io posso pure sbagliarmi, ma imporre alla sua minoranza un accordo fatto con personalità esterne al partito è irriguardoso nella dialettica democratica, specie se poi si predica la fedeltà e la coerenza al progetto.

  • Questa riforma costituzionale, con annessa la riforma elettorale, porterà nuovi temi circa la rappresentanza e le alleanze che sul territorio si dovranno cercare. Ognuno ha un suo progetto “preferito”, e valutare il suo senza vederlo nella sua versione definitiva è discorso lungo e complesso. In questa sede mi preme chiederle più la genealogia di questa riforma. Io avevo capito che c'erano tre idee che voi, ovvero il suo staff, avevate elaborato, e solo alla fine delle trattative si è arrivati a quella che ora è stata depositata alla Camera. Però i tempi sembrano non coincidere. I delegati hanno avuto il materiale lo stesso lunedì in cui lei ha presentato il testo ovvero il 20 gennaio, con pochissime ore per decidere e vagliare il progetto. Qualche giorno prima si era incontrato con Berlusconi, precisamente il 18 gennaio, ed in qualche ora avete presentato ognuno le vostre istanze, ognuno le vostre perplessità, e siete arrivati ad una soluzione comune. Strano. Due giorni per scriverla, tanto che i delegati l'hanno potuta avere solo all'ultimo momento, invece al Nazzareno con Berlusconi in un pomeriggio avete fatto tutto, partendo da idee diverse? Capisco che siete portentosi lei e Berlusconi, ma non è un tantino irrealistico? Non è che i contatti c'erano già stati, e quindi anche contro i mal di pancia l'incontro l'ha dovuto fare per forza? Non è che come dice qualcuno la legge l'ha scritta Verdini e lei, che per sua stessa bocca ha detto una vale l'altra basta che ci siano alcuni requisiti, l'ha presa e portata a casa? Non ci sarebbe nulla di male, se non che perpetua ciò che i suo predecessori hanno fatto con più masochismo, ovvero applicare la volontà dell'uomo di Arcore.



  • Certo il tema dell'incontro con Berlusconi va al di la dello schema di legge elettorale. Non è un fatto da niente quell'incontro al Nazareno, anche se c'è stata la sua chiara volontà di trarne solo i lati positivi. Io anche su ciò alcune domande voglio fargliele. Incontrare Berlusconi poteva essere un male, visto che il Cavaliere è un pregiudicato e tanto altro. Lei ha risposto che lei si incontrava con Berlusconi per discutere di legge elettorale, ed il partito doveva stare calmo, perché proprio chi lo criticava era stato contro Berlusconi quando questo si era fatto il Porcellum da solo, con la propria maggioranza. Ora a parte il fatto che chi lo criticava era Fassino, che ora sta con lei, ma egregio Segretario Renzi lei deve decidersi: o è vecchio o è nuovo. Se lei fa una cosa perché una volta la sua classe dirigente si è espressa in tal modo allora a che serve il rottamatore? Non bastava Cuperlo? Ancora mi viene da dire: Berlusconi che è il grande leader del centro destra, ed in questa veste è un suo interlocutore, ha avallato il porcellum, per mettere il bastone fra le ruote a Prodi. Perché non farsi la legge in casa propria e cercare l'appoggio nelle commissioni e nelle camere? Tanto, sia sulla parte elettorale che sulla parte dell'abolizione del Senato come camera elettiva, riforma costituzionale, sempre dall'aula bisogna passare. Se l'accordo è solo alla luce del sole lo si poteva fare con i soli accordi tra capigruppo. Non è che Berlusconi ha accettato di farle fare la legge elettorale e la riforma del Senato perché in realtà ha messo un prezzo su tutto ciò, un prezzo che è stato sancito al Nazareno e che ancora noi non sappiamo? 

  • Infine si è detto che lei questa legge vuole farla con tutti, perché le regole del gioco si scrivono insieme. Lasciando da parte i grillini che da parte ci si mettono da soli, perché ha spinto e si è imposto per incontrare Berlusconi, nemico storico di tutti quelli che sono passati dal Nazareno, ovviamente prima di lei, ed ha rifiutato di andare al congresso di Sel a Riccione? Perché la legge si fa con tutti, e poi si parla con quelli che non possono rubarti voti come Berlusconi, o che magari hanno altri magheggi, e non si ascoltano le istanze di Sel che un po di elettorato lo ruba ad un Pd non più di Sinistra?



Egregio segretario, sarei molto lieto se mi rispondesse, nel frattempo chiudo gli occhi e vedo se mi vengono in mente altre sue proposte.


Ivano Asaro

Ivano Asaro