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giovedì 11 giugno 2009

La forza ed il coraggio di dire la verità.

Increduli contano e ricontano da giorni le preferenze attribuitegli, consapevoli ormai di poter ambire alla tanta agognata onorificenza di (s)consigliere comunale. Affranti compensano il miraggio di questa mancata prospettiva riproponendo da subito (giustamente..) la propria candidatura alle prossime amministrative. Come nelle più maestose battaglie epiche che si ricordino, c'è insomma chi ne vien fuori vincitore e chi è costretto invece alla fatal resa. Con la prima tornata elettorale alle spalle ormai ci si appresta a vivere altre intense giornate di fittizia propaganda: i cittadini mazaresi naturalmente potranno godere di attimi di serenità, adesso non più assillati da parenti-serpenti e conoscenti-idioti (nel maggiore dei casi traditi in cabina) pronti persino a ricevere e a sferrare pugni micidiali all'avversario politico di turno (che tristezza). Adesso la palla passa ad una politica più seria, meno controllabile e più legata (si spera) all'opinione dei cittadini, con l’unico rimpianto che anche il voto del primo turno sarebbe dovuto volgere in questa direzione. Mantenendo la naturale e ovvia onestà di chi non ha perso né guadagnato nulla da questa elezione, se non un'amministrazione più o meno mediocre, vorremmo indicare negli "sconfitti", passatemi il termine, delle qualità che anche gli altri candidati farebbero bene a registrare e traslare nel loro progetto ed impianto politico. Un plauso va al dr Giuseppe Marino, che con la sua piccola grande lista, piccola nei numeri ma grande nelle intenzioni, ha saputo fare della propria persona una vera e propria scommessa, scardinando l'asse politico mazarese che tutto si aspettava tranne questo atto di coraggio di prendere le distanze dal "PD" locale. Certamente ottime le premesse, ma una campagna di basso profilo che di certo poco si addice ad una realtà emergente, come quella dell'Italia dei Valori, che molti giovani sono ben disposti a seguire. A lui vanno le nostre congratulazioni e l'invito a non arrendersi mai. Un plauso va anche all'illustre sconfitto Toni Scilla, il giovane onorevole, a cui contestiamo e contesteremo atteggiamenti e figure che orbitavano dietro la sua candidatura, ma che va apprezzato per la sua veracità e la sua umiltà. In una campagna elettorale portata al massacro ha saputo rappresentare, anche se non pensiamo a giusto titolo, la Mazara che si muove fuori dal coro della politica già stabilita e ripartita tra "amici" e "amici di amici", rivolgendosi al popolo purtroppo con una dialettica al limite dell'imbarazzante, ma dimostrando sempre e comunque modestia e semplicità. Anche a lui rivolgiamo i nostri più sinceri complimenti, nella viva speranza di poterlo vedere ricalcare il palcoscenico che più gli compete. In questi giorni che ci separano dal fatidico ballottagio, il pensiero corre anche ai due restanti papabili, per i quali non ci spenderemo in tante parole, evitando che le nostre siano fraintese come un messaggio propagandistico. All'esimio Cristaldi e alla signora Di Giovanni vanno semplicemente i nostri migliori auguri ricordando che vincere una sfida politica non è sinonimo di conquista "territoriale" e "intellettuale", ma in primo luogo è un atto di responsabilità nei confronti di chi sostiene i vostri progetti e di chi ha voglia di tirare le sorti di una città alla sbando. L'unica speranza è che laddove la coerenza e l'umiltà non fossero già entrati nei progetti politici, lo facciano presto, e che realmente Mazara scelga il suo sindaco.

Lo Staff di Sosta-Vietata