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sabato 6 giugno 2009

Vada bene il compromesso, ma non esageriamo...

Nel tentativo ambizioso di interpretare le voci che dal basso della nostra città si levano sostenendo i cantieri quasi finiti della politica, e nel complessivo bisogno di mettere ordine tra le istanze di aiuto della povera gente e le ruberie dei pescicane di ogni sorta che in queste ore ci circondano fibrillanti, assistiamo agli ultimi istanti che ci separano dal verdetto: chi saranno gli eletti di questa città? Per carità la nostra non vuole essere un'identificazione tra buoni e cattivi, perchè non si capirebbe realmente se i buoni esistono veramente, o se i cattivi in realtà abbiano le capacità per esserlo. In queste poche righe vogliamo solo far notare come e, soprattutto fino a che livello, si spinge il compromesso in questa città. Dobbiamo essere sinceri: noi non condanniamo coloro i quali barattano il loro voto per un sacchetto della spesa, o coloro che lo scambiano con un contrattino di pochi mesi all'Ato. Non saremmo onesti condannando queste persone. E ancor più su, noi non condanniamo quei padri che dopo una vita di sacrifici, votano interessati per coronare il sogno del figlio di entrare in uno studio legale o di poter lavorare come commercialista di qualche facoltoso armatore cercando di far vivere al proprio figlio ciò che loro stessi non hanno avuto o non hanno saputo dargli. Se i compromessi di questo genere possono essere accettabili, altri non riusciamo a mandarli giù. Non riusciamo ad accettare intere famiglie che fanno da scrutinatori, sol perchè amici di qualche santino elettorale; non riusciamo ad accettare il compromesso fra professionisti affermati e dilettanti allo sbaraglio alla ricerca del voto; non riusciamo ad accettare che il compromesso si perpetui là, dove a parte che lo Stato elargisce già tanto, non c'è paura di perdere quel che si ha, ma per manie di protagonismo si cancellano come un soffio colori, bandiere ed ideologie, per seguirne di totalmente opposte. Non riusciamo a sopportare tutto questo e credeteci che a pensarla come noi sono in molti ed è dimostrabile: vi siete chiesto perchè l'80% dei candidati è sempre lo stesso pur essendo più volte non eletti? vi siete chiesti perchè la carriera politica del padre continua nel figlio? La risposta è semplice: la voglia di cambiare è spinta indietro da un sistema bigotto ed intellettualmente delinquenziale che porta chi si spenderebbe in politica senza averne particolari guadagni ad essere letteralmente ignorato, poichè seguirebbe non la logica degli affari, ma della sua coscienza. Per questo chiediamo agli elettori: non spegnetevi se l'ignoranza taglia i fili della vostra speranza. Lottate! Cominciate il 6 e il 7 Giugno e non fermatevi più...

Lo Staff di Sosta-Vietata