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lunedì 20 febbraio 2012

Giovani IDV per la liberazione di Rossella Urru


Era il 22 ottobre del 2011 quando Rossella Urru, 29 anni, cooperante del Cisp è stata rapita nel deserto algerino sud occidentale, vittima della guerra tra bande terroristiche che infestano l’area. Insieme a Rossella, altri due colleghi spagnoli sono stati rapiti.

Centoventi giorni. E nessuna notizia. O meglio, le ultime risalgono a dicembre quando un gruppo dissidente di Al Qaeda ha rivendicato il rapimento. Si tratta del Movimento Unito per la jiahad in Africa.

I tre giovani lavoravano nel campo profughi di Tindouf, dove da 36 anni vive in esilio un intero popolo, quello saharawi , da quando l’ex possedimento spagnolo fu invaso dal Marocco nel 1975. Da allora i miliziani del Fronte Polisario rivendicano l’indipendenza del territorio e si battono per ottenere il ritiro del Marocco e un referendum per l’autodeterminazione del loro popolo.

Per il popolo Saharawi il rapimento potrebbe avere sviluppi fatali dal momento che la popolazione sopravvive quasi esclusivamente grazie al sostegno e all’impegno di organizzazioni umanitarie internazionali, moltissime delle quali spagnole ed italiane.

“Rossella è la parte migliore dell'Italia”, si legge sul web. Lei che ha lasciato l'Italia per “dedicarsi agli altri”. Ma l’altruismo non l’ha salvata. Si legge nel web, dove si moltiplicano gli appelli ed i comunicati.

Noi Giovani dell’Italia dei Valori aderiamo ai numerosi appelli per chiedere il massimo impegno alle Istituzioni affinché Rossella possa tornare a svolgere la sua encomiabile attività.

Chiediamo al Governo ed al Ministero degli Esteri di fare quanto più possibile per liberare Rossella e non lasciare da soli quanti, come lei, mettono a disposizione le proprie capacità, le proprie energie e si impegnano per non lasciare al proprio destino intere popolazioni che rivendicano il proprio diritto all’autodeterminazione e proprio per questo vengono perseguitati, uccisi e privati dei più fondamentali diritti.

La Comunità internazionale prenda esempio dalla Società civile che si organizza e si impegna affinché i più basilari diritti, internazionalmente garantiti, abbiano una reale ed effettiva tutela cominciando proprio dal non abbandonare chi dedica parte della propria vita impegnandosi in tal senso ed è vittima di sabotaggi e rapimenti.

Rudi Russo

Coordinatore nazionale Giovani IDV

Consigliere Regione Toscana



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