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lunedì 29 aprile 2013

Yamaha-Ducati-Yamaha: Rossi, paradiso-inferno andata e ritorno?


Come nelle fiabe più belle, certi amori ritornano, talvolta più forti di prima; altre, come una sbiadita copia di quel che in principio era stato. Di certo, specie nell'immediato, è complesso stabilire di quale ipotesi si tratti. Ed è altrettanto difficile valutare il rinnovato matrimonio tra Yamaha e il pluri-iridato Valentino Rossi.


Dopo la più che opaca esperienza in Ducati, vedremo il Valentino spumeggiante che conoscevamo, o quello non più brillante e competitivo visto con la moto Italiana?
I primi due gran premi non sono riusciti a sciogliere la riserva:


- Gran premio del Qatar; In Virtù di prove non eccezionali , Rossi si ritrova a partire dietro, ma con una rimonta eccezionale riesce a giungere secondo al traguardo. Sembra un ritorno
Gaspare Polizzi
al passato, Valentino semina avversari uno dopo l’altro. Si rivede il pilota di un tempo, aggraziato, che sembra quasi danzare con la moto: per intenderci, quello che senza troppi problemi si metteva dietro piloti del calibro di Gibernau, Biagi, Capirossi.

- Gran premio del Texas; Rossi parte dietro e lì rimane. Non riesce ad esprimersi come vorrebbe, si rivede una moto nervosa, un pilota che sembra non osare, ma accontentarsi di lottare con i mediocri; insomma, si rivede Il Valentino dell’esperienza Ducati.

Il prosieguo della stagione ci darà delle risposte. Non sapremo mai con precisione quanto Valentino Rossi sia stato incapace di adattarsi alla Ducati, o quanto la stessa casa Italiana non sia venuta incontro all'esigenza del pilota. Ma risulta palese che ad uscirne ridimensionati ne siano stati entrambi.

Sicuramente, farebbe piacere rivedere un Rossi al top, se non altro per vedere la nostra bandiera innalzata ancora sulle piste, in giro per il mondo.

Sì, perché il compito spetta ancora al pilota Pesarese, vista la mancanza di piloti Italiani, capaci di lottare per il titolo iridato: anche se delle speranze sembrino arrivare dalle classi della moto 2 e moto 3. Di certo, sarebbe auspicabile da parte della Federazione Italiana Motociclismo un potenziamento dei Vivai, sulla farsa riga del modello spagnolo, che tanto bene sta facendo.


Gaspare Polizzi